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Inquinamento da microplastiche quali le vietate

Inquinamento da microplastiche quali le vietate

Indice:

Inquinamento da microplastiche: tutti i prodotti vietati dall’Unione Europea

Negli ultimi anni, l’inquinamento da microplastiche è diventato una delle principali preoccupazioni ambientali. Proprio per questo motivo, l’Unione Europea ha deciso che intervenire con una normativa specifica che limita l’uso di queste particelle nei prodotti di uso quotidiano.

L’obiettivo è chiaro: ridurre la dispersione di microplastiche nell’ambiente e proteggere sia gli ecosistemi sia la salute delle persone. Tuttavia, non tutti i prodotti saranno vietati subito. Alcuni, infatti, avranno un divieto immediato, mentre altri potranno beneficiare di periodi transitori per adeguarsi alle nuove regole.

Vediamo quindi nel dettaglio cosa sono le microplastiche, quali prodotti saranno vietati e cosa cambia con la normativa europea.

Cosa sono le microplastiche

Le microplastiche sono particelle solide di plastica più piccole di 5 millimetri, insolubili e particolarmente resistenti alla degradazione naturale.

In generale, possiamo distinguere due tipologie principali.

  • Microplastiche primarie, cioè prodotte intenzionalmente per essere utilizzate nei prodotti industriali o di consumo.
  • Microplastiche secondarie, che invece si formano con il tempo  causa dell’usura o della frammentazione di oggetti di plastica.

Queste minuscole particelle vengono utilizzate in diversi settori. Ad esempio, sono presenti nell’industria tessile, nella cosmetica, nei prodotti per la pulizia e perfino in alcuni materiali industriali.

Microplastiche: vantaggi e svantaggi

Dal punto di vista produttivo, le microplastiche possiedono alcune caratteristiche che le rendono molto utili. Sono leggere, resistenti e versatili. Proprio per questo motivo, molte aziende le utilizzano per migliorare le prestazioni dei prodotti, soprattutto nel settore cosmetico e industriale.

Tuttavia, il loro utilizzo comporta anche importanti conseguenze ambientali. Infatti, quando queste particelle vengono disperse nell’ambiente:

  • possono essere ingerite dagli animali
  • possono accumularsi negli ecosistemi
  • possono entrare nella catena alimentare

Di conseguenza, le microplastiche possono arrivare fino all’uomo, potenziali effetti negativi sulla salute e sull’equilibrio degli ecosistemi.

La direttiva dell’Unione Europea sulle microplastiche

Secondo i dati della European Chemicals Agency, ogni anno vengono prodotte circa 145.000 tonnellate di microplastiche, delle quali 42.000 tonnellate finiscono nell’ambiente.

Per questo motivo, la Commissione Europea ha introdotto nuove restrizioni. A partire dal 15 ottobre 2024, infatti, è vietata la vendita di prodotti che contengono microplastiche aggiunte intenzionalmente.

L’obiettivo della normativa è ambizioso: ridurre la dispersione di microplastiche del 30% entro il 2030.

Prodotti vietati immediatamente

Con l’entrata in vigore della normativa europea, alcuni prodotti sono stati vietati fin da subito. Tra questi troviamo:

  • granuli per erba sintetica
  • scrub cosmetici con microgranuli
  • glitter nei dettergenti
  • brillantini per cartoleria
  • brillantini per giocattoli

In questi casi, infatti, il rilascio di microplastiche nell’ambiente è considerato particolarmente elevato.

Prodotti esclusi dal divieto

Non tutti i prodotti contenenti microplastiche rientrano nel divieto. Alcuni, infatti, sono stati esclusi perché non rilasciano quantità significative nell’ambiente.

Tra questi troviamo:

  • fanghi
  • compost
  • materiali da costruzione
  • prodotti utilizzati in siti industriali

Queste deroghe servono a evitare blocchi produttivi in settori dove il rischio ambientale è considerato limitato.

Periodi transitori per alcuni prodotti

Per altri prodotti, invece, l’Unione Europea ha previsto periodi di transizione. Questo significa che le aziende avranno tempo per sviluppare alternative sostenibili.

Microplastiche negli impianti sportivi

Uno dei casi rilevanti riguarda i campi sportivi in erba sintetica. I granuli di plastica utilizzati come riempimento rappresentano infatti una delle principali fonti di microplastiche disperse nell’ambiente.

Per questo motivo, i gestori degli impianti sportivi avranno tre anni di tempo per adeguarsi alla normativa.

Durante questo periodo dovranno quindi:

  • individuare materiali alternativi
  • ridurre il rilascio microplastiche
  • adottare soluzioni più sostenibili per la gestione dei campi.

Microplastiche nei cosmetici

Anche il settore della cosmetica dovrà affrontare un cambiamento importante.

Per i cosmetici contenenti microplastiche, come:

  • scrub
  • prodotti colorati
  • alcuni prodotti per il make-up

e previsto un periodo transitorio che varia da quattro a dodici anni.

Questo tempo servirà alle aziende per sviluppare nuove formulazioni più sostenibili.

Inoltre, i produttori di cosmetici contenenti microplastiche a basso rilascio dovranno:

  • comunicare ogni anno le emissioni stimate
  • fornire informazioni chiare sul corretto smaltimento dei prodotti

In questo modo si punta a migliorare la trasparenza verso i consumatori e a ridurre ulteriormente l’impatto ambientale.

Perché questa normativa è importante

Ridurre l’inquinamento da microplastiche è fondamentale per proteggere mari, fiumi e suolo. Anche se queste particelle sono  quasi invisibili, infatti, il loro impatto sull’ambiente può essere molto significativo.

La nuova normativa europea rappresenta quindi un passo importante verso un’economia più sostenibile. Allo stesso tempo, invita aziende e consumatori a ripensare il modo in cui produciamo e utilizziamo i materiali plastici.

Se vuoi approfondimenti sulle microplastiche Bottiglie di plastica: un pericolo per te e per l’ambiente cosa fare.

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