Hai appena finito di pulire il lavandino, il rubinetto è bello lucido e finalmente puoi dedicarti ad altro: Peccato che, dopo qualche ora, eccoli di nuovo: quei fastidiosi aloni bianchi che sembrano comparire apposta per farti ricominciare da cappo. Per non parlare del bollitore, che sul fondo presenta quella crosticina chiara, o del soffione della doccia che ogni tanto ha bisogno di una bellla pulizia.
E pensare anche, per far tornare tutto così brillante, a volte abbiamo anche utilizzato un anticalcare piuttosto energetico, magari uno di quei prodotti dall’odore così intenso che ci viene spontaneo aprire la finestra. Non sempre ci soffermiamo a leggere bene l’etichetta, eppure sapere cosa stiamo utilizzando, su quali superfici possiamo applicarlo e quali precauzioni seguire è importante quanto ottenere un buon risultato. E’ un argomento che mi sta particolarmente a cuire e di cui parlo in Casa naturale: prendersi cura degli ambienti in cui vivi, perché per me una casa pulita non dovrebbe richiedere di usare prodotti più aggressivi del necessario.
A casa mia sono proprio queste piccole cose quotidiane a farmi venire voglia di capire meglio ciò che utilizziamo ogni giorno. Perché quando vediamo tutti quei residui, la prima cosa che ci viene da dire è quasi sempre la stessa cosa: ” Quest’acqua è piena di calcare!”. E subito dopo può arrivare un altro pensiero: se il calcare si deposita sul rubinetto e dentro gli elettrodomestici, cosa succede quando quell’acqua la beviamo?
E’ una domanda comprensibile, che mi sono fatta anch’io, ma prima di preoccuparci dobbiamo chiarire un punto che spesso genera confusione: acqua dura e calcare sono strettamente collegati, ma non indicano esattamente la stessa cosa. Capire questa differenza ci aiuta a interpretare meglio quello che vediamo in casa e, soprattutto, a non confondere un problema di incrostazioni con un problema di sicurezza dell’acqua.
Perché alcune acque lasciano più calcare di altre?
Per capire cosa succede nel nostro bollitore dobbiamo immaginare, per un monento, il percorso che l’acqua compie prima di arrivare a casa. Durante il suo passaggio attraverso terreni e rocce, può sciogliere e portare con sé diversi minerali, tra cui calcio e magnesio. Sono proprio questi due elementi a determinare principalmente quella che chiamiamo durezza dell’acqua. Quando un’acqua contiene quantità relativamente elevate do calcio e magnesio disciolti, viene definita dura. Quando invece ne contiene meno, viene comunemente definita dolce. Non si tratta quindi di una differenza legata alla trasparenza dell’acqua o alla presenza di qualcosa che possiamo vedere galleggiare nel bicchiere: stiamo parlando di minerali disciolti, normalmente invisibili ai nostri occhi.
Il calcare, invece, è ciò che possiamo ritrovarci davanti quando, in determinate condizioni, una parte di quei minerali forma dei depositi solidi, costituiti soprattutto da carbonato di calcio. È quello che accade facilmente quando riscaldiamo l’acqua: con il tempo, sul fondo del bollitore o sulle resistenze degli elettrodomestici possono comparire incrostazioni sempre più evidenti. Ecco perché non è del tutto corretto usare i due termini come sinonimi. La durezza descrive una caratteristica dell’acqua; il calcare è il deposito che può formarsi a partire dai minerali presenti nell’acqua.
L’Istituto Superiore di Sanità, nei suoi documenti tecnici, spiega proprio questo legame tra durezza, calcio, magnesio e formazione delle incrostazioni.
Il calcare dà fastidio alla casa, ma dobbiamo preoccuparci anche quando beviamo?
Qui arriviamo alla domanda che probabilmente interessa di più, perché una cosa è dover pulire il rubinetto più spesso, un’altra è pensare che la stessa acqua possa creare problemi al nostro organismo. Quando vediamo un’incrostazione dura sul fondo di un elettrodomestico, è facile immaginare che qualcosa di simile possa succedere anche dentro di noi. Da qui nasce una convinzione molto diffusa: bere acqua ricca di calcare favorirebbe la formazione dei calcoli renali.
In realtà non è così. L’Istituto Superiore di Sanità chiarisce che bere acqua potabile ricca di calcio e magnesio non è, di per sé, una causa di calcoli renali e che scegliere necessariamente un’acqua povera di minerali per evitarli non è giustificato dalle evidenze scientifiche. La formazione dei calcoli dipende da diversi fattori, tra cui la predisposizione individuale e familiare.
C’è poi un altro aspetto che trovo importante ricordare: calcio e magnesio non sono sostanze da considerare automaticamente indesiderabili. Sono minerali che svolgono funzioni importanti per il nostro organismo e che assumiamo anche attraverso l’alimentazione. L’acqua può contribuire al loro apporto quotidiano, perciò non avrebbe senso pensare che sia sempre migliore soltanto perché ne contiene pochissimi.
Come facciamo a sapere se l’acqua di casa è dura?
Dopo aver capito la differenza, la curiosità viene spontanea: «Va bene, ma la mia acqua quanto è dura?»
Il primo indizio può essere proprio quello che osserviamo ogni giorno. Se il bollitore si incrosta rapidamente, i rubinetti si coprono spesso di aloni e le superfici a contatto con l’acqua richiedono continue pulizie, è possibile che l’acqua abbia una durezza piuttosto elevata. Tuttavia, questi segnali non bastano per sapere quanto sia dura, perché la formazione dei depositi dipende anche dalla temperatura e dalle condizioni in cui utilizziamo l’acqua. Per avere un’informazione più precisa possiamo consultare i dati pubblicati dal gestore idrico della nostra zona e cercare il parametro durezza totale. Spesso il valore viene espresso in gradi francesi, indicati con il simbolo °f, oppure in milligrammi per litro di carbonato di calcio equivalente.
Non serve imparare formule o diventare esperti di chimica. Ci interessa soprattutto sapere che quel numero esiste, che possiamo cercarlo e che ci permette di confrontare una sensazione quotidiana, come il calcare sul rubinetto, con una caratteristica misurabile dell’acqua.
Se hai già trovato le analisi del tuo Comune ma non sai come orientarti tra i diversi parametri, puoi continuare con Analisi dell’acqua: come leggerle davvero. In questo modo non ci fermiamo alla durezza, ma impariamo anche a distinguere ciò che riguarda i minerali da ciò che serve a valutare la qualità complessiva dell’acqua.
Se il calcare ci dà fastidio, quale soluzione possiamo valutare?
A questo punto possiamo separare due esigenze che spesso vengono messe insieme. Da una parte c’è chi vuole ridurre le incrostazioni che si formano negli elettrodomestici, nelle tubazioni e sulle superfici di casa; dall’altra c’è chi desidera intervenire sull’acqua che utilizza per bere e cucinare, magari perché vorrebbe modificarne alcune caratteristiche. Sembrano problemi molto simili, ma non sempre richiedono la stessa soluzione.
Un addolcitore, per esempio, è progettato per ridurre la durezza dell’acqua, generalmente attraverso un processo di scambio ionico. Un sistema di trattamento domestico destinato all’acqua da bere può invece utilizzare tecnologie differenti, con obiettivi che dipendono dalle sue caratteristiche tecniche. Non basta quindi leggere la parola depuratore per sapere esattamente cosa fa un apparecchio.
È una distinzione che considero fondamentale, soprattutto quando si comincia a valutare un acquisto. Per questo, prima di scegliere, ti suggerisco di leggere anche Depuratore o purificatore d’acqua: quale scegliere? e l’approfondimento su come scegliere un depuratore d’acqua.
Nel mio lavoro mi occupo anche di Hydropura, un sistema di trattamento domestico che propongo a chi desidera approfondire le possibilità di intervenire sull’acqua destinata al consumo quotidiano. Ma non vorrei che tu arrivassi a considerarlo soltanto perché hai trovato del calcare sul fondo del bollitore: prima dobbiamo capire se il tuo obiettivo sia ridurre la durezza, modificare altre caratteristiche dell’acqua che bevi oppure affrontare entrambe le esigenze.
Se vuoi conoscere il sistema, puoi leggere il mio articolo dedicato a Hydropura e alle sue caratteristiche. Sarà poi importante verificare insieme, sulla base delle caratteristiche tecniche documentate, quali risultati possa effettivamente offrire rispetto all’acqua di partenza. Perché la scelta migliore non è quella che promette di risolvere qualsiasi problema, ma quella che risponde davvero al problema che vogliamo affrontare.
Prima di combattere il calcare, impariamo a conoscere la nostra acqua
Alla fine siamo partiti da qualcosa di molto semplice: quei fastidiosi segni bianchi che continuano a comparire sul rubinetto. E abbiamo scoperto che dietro di loro c’è una caratteristica naturale dell’acqua, legata soprattutto alla presenza di calcio e magnesio. Ora sappiamo anche che durezza e calcare non sono proprio la stessa cosa, che le incrostazioni possono creare inconvenienti in casa senza indicare automaticamente un rischio per la salute e che, prima di acquistare un sistema di trattamento, conviene capire bene quale risultato desideriamo.
Se vuoi continuare a conoscere l’acqua che utilizzi ogni giorno, puoi partire anche dal nostro articolo principale, L’acqua che bevi ogni giorno: una scelta più consapevole inizia da qui, dove trovi un percorso che collega i diversi aspetti dell’acqua di casa.
E se invece sei arrivata fin qui perché il calcare ti ha fatto iniziare a riflettere sull’acqua che bevi, vorrei invitarti a fare un passo in più, ma senza fretta e soprattutto senza acquistare qualcosa alla cieca.
Raccontami com’è l’acqua di casa tua e cosa vorresti cambiare. Magari il problema principale sono le incrostazioni, magari non ti piace il sapore dell’acqua oppure stai già valutando Hydropura e vuoi capire se possa essere adatto alla tua situazione. Possiamo partire dalle informazioni che hai, chiarire i tuoi dubbi e valutare insieme le possibilità.
Parliamo della tua acqua prima di parlare di quale sistema acquistare.
Ciascun prodotto Snep è garantito per 30 giorni, come indicato nelle condizioni di vendita. La garanzia è applicabile anche alle confezioni vuote, è bene custodire lo scontrino, perché sarà richiesto in caso di rimborso.
Inoltre, l’azienda Snep è socio attivo AVEDISCO. La prima azienda italiana che rappresenta le più importanti realtà industriali e commerciali, italiane ed estere che utilizzano la Vendita Diretta per la distribuzione a domicilio dei loro prodotti/ servizi.
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