Come la plastica entra nel corpo e quali danni provoca alla salute
Da anni si parla dei danni che la plastica provoca all’ambiente; tuttavia, molto meno conosciuti sono gli effetti sulla salute umana. Proprio per questo motivo nasce la campagna nazionale per la prevenzione dei danni a plastica; dall’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente (ISDE) e dalla Rete Italiana Medici Sentinella.
Infatti, per comprendere davvero l’importanza di questa iniziativa, è necessario partire da un dato allarmante: nel ciclo produttivo della plastica sono presenti circa 16.000 sostanze chimiche, di cui oltre 4.200 altamente pericolose. Tra queste, più di 1500 sono cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione, mentre almeno 47 sono interferenti endocrini accertati. Inoltre, la maggior parte di queste sostanze non è mai stata adeguatamente studiata per i suoi effetti sull’uomo. Fonte: PlastChem report, 2023
Cosa fa la plastica al corpo umano
Secondo la rivista scientifica The Lancet, l’inquinamento da plastica rappresenta un rischio grave, crescente e ancora poco riconosciuto per la salute umana.
Fonte: The Lancet Commision on Pollution and Health
In effetti, gli effetti delle microplastiche e delle sostanze chimiche associate coinvolgono quasi tutti gli organi e le fasi di vita.
Fertilità e sistema riproduttivo
In primo luogo, la plastica può compromettere la fertilità sia maschile che femminile. Inoltre, gli interferenti endocrinici alterano l’equilibrio ormonale, causando problemi come il criptorchidismo, ovvero mancata discesa dei testicoli nei neonati.
Fonte: WHO- Endocrine Disruptors Report
Gravidanza e prima infanzia
Durante la gravidanza, l’esposizione può provocare effetti prenatali rilevanti. Successivamente, nei bambini si osservato:
- riduzione delle capacità cognitive
- aumento del rischio di obesità
- resistenza all’insulina
Salute degli adulti
Con il passare del tempo, l’esposizione cronica alla plastica è associata a:
- diabete di tipo 2
- malattie cardiovascolari
- ictus
- obesità
- diverse forme di cancro
Fonte: International Journal of Environmental Research and Public Health
Sistema immunitario
Inoltre, la plastica può favorire la proliferazione di batteri, aumentando il rischio di infezioni e contribuendo alla resistenza antimicrobica.
Microbiota intestinale
Non meno importante, le microplastiche alterano la flora intestinale, interferendo con l’assorbimento dei nutrienti e con l’equilibrio generale dell’organismo.
Oggi, infatti è dimostrato che le microplastiche sono presenti in diversi organi del corpo umano.
Fonte: Nature, 2022
Come entra la plastica nel nostro corpo
Spesso senza rendercene conto, entriamo quotidianamente in contatto con la plastica. In particolare, l’esposizione avviene attraverso diverse vie:
- Alimentazione: acqua in bottiglia, cibi confezionati e ultra- processati.
- Aria: polveri domestiche, tessuti sintetici, tappeti e vernici.
- Contatto diretto: cosmetici, giocattoli, materiali odontoiatrici.
Inoltre, un aspetto poco noto riguarda il traffico urbano. Infatti, i pneumatici delle auto rappresentano una delle principali fonti di microplastiche, rilasciate attraverso l’usura su strada.
Per questo motivo, le nuove normative europee non si concentrano più solo sulle emissioni dei motori, ma anche sulle particelle prodotte dai freni e pneumatici, che possono arrivare fino al 60% delle polveri sottili.
Plastiche riciclata e biodegradabile: sono davvero sicure?
A questo punto, è importante chiarire un aspetto fondamentale: riciclare aiuta l’ambiente, ma non elimina i rischi per la salute .
Infatti:
- la plastica riciclata può rilasciare ancora più sostanze chimiche rispetto a quella vergine.
- le plastiche biodegradabili, invece, possono frammentarsi in microplastiche e rilasciare composti tossici durante la degradazione.
Soluzioni e iniziative per ridurre l’esposizione
Fortunatamente, esistono iniziative concrete per ridurre l’uso di plastica. Tra queste, il progetto “Spesa Sballata”, che promuove l’utilizzo di contenitori riutilizzabili al posto di quelli monouso.
Inoltre, questa iniziativa è in linea con il nuovo regolamento europeo UE 2024/1234, che dal 2027 obbligherà i negozi ad accettare contenitori portati dai clienti.
Pertanto, diventa sempre più importante adottare comportamenti consapevoli, come:
- preferire prodotti sfusi
- utilizzare contenitori riutilizzabili
- ridurre il consumo di plastica monouso
Perché è importante agire subito
In conclusione, la plastica non è solo un problema ambientale, ma anche una questione di salute pubblica. Di conseguenza, informarsi e cambiare abitudini è fondamentale per proteggere sé stessi e le future generazioni.
Se vuoi capire come ridurre concretamente l’esposizione alla plastica nella tua vita quotidiana, contattami: posso aiutarti con consigli pratici, personalizzati e facili da applicare.
Scrivimi oggi stesso e inizia a fare la differenza, per te e per chi ami.



