Il caffè è una di quelle abitudine che entrano facilmente nella nostra quotidianità e finiscono per accompagnare momenti molto diversi della giornata. C’è chi non rinuncerebbe mai alla tazzina del mattino, chi lo associa alla pausa dopo pranzo e ch, invece, considera il caffè soprattutto un’occasione per fermarsi qualche minuto o conndividere una chiacchierata.
Negli ultimi anni, accanto al classico espresso, abbiamo iniziato a sentir parlare sempre più spesso di caffè funzionale, un’espressione che può incuriosire ma anche creare un po’ di confusione. Quando incontro una definizione di questo tipo, infatti, la prima cosa che mi interessa capire non è quanto sia accattivante, ma cosa ci sia concretamente dietro: quali ingredienti contiene il prodotto, in cosa differisce dal caffè tradizionale e, soprattutto, quali elementi dovremmo considerare prima di sceglierlo.
È proprio da queste domande che vorrei partire, perché conoscere ciò che mettiamo nella nostra tazza ci permette di scegliere con maggiore consapevolezza, senza attribuire ad un alimento proprietà che non possiede e senza lasciarci guidare soltanto dalle promesse pubblicitarie.
Caffè funzionale che cosa significa realmente?
Con l’espressione caffè funzionale ci si riferisce generalmente a preparazioni nelle quali il caffè viene associato ad altri ingredienti come estratti vegetali, ginseng, Ganoderma o altri componenti che caratterizzano la formulazione.
Il punto importante, però, e che non esiste un’unica tipologia di caffè funzionale. Due prodotti che appartengono apparentemente alla stessa categoria possono avere composizioni molto differenti e, di conseguenza, non dovrebbe essere valutati semplicemente sulla base della definizione riportata sulla confezione.
Quando parlo di queste bevande preferisco quindi partire dalla composizione e non dal nome commerciale. È un approccio meno immediato, forse, ma permette di comprendere molto meglio ciò che stiamo acquistando e di distinguere un prodotto dall’altro.
Nel mio articolo Il caffè del benessere: quando una pausa può fare la differenza ho già affrontato il significato che può assumere la pausa caffè quando iniziamo a prestare maggiore attenzione a ciò che scegliamo. Se vuoi approfondire questo aspetto, quello è naturale punto di partenza.
Cosa cambia rispetto al caffè tradizionale?
La differenza principale non riguarda necessariamente il modo in cui viviamo la pausa caffè, ma ciò che troviamo nella bevanda. Il caffè tradizionale deriva dalla lavorazione dei chicchi di caffè, mentre nelle formulazioni funzionali vengono aggiunti altri ingredienti che ne modificano la composizione e, spesso, anche il gusto.
Questo, tuttavia non significa che il caffè funzionale debba essere considerato automaticamente migliore di quello tradizionale. Credo sia importante chiarirlo perché, quando nasce una nuova categoria di prodotti, è facile creare una contrapposizione nella quale il nuovo viene presentato come migliore e ciò che consumavamo prima come qualcosa da abbandonare.
Personalmente preferisco un approccio diverso. Se una persona ama il proprio espresso, lo tollera bene e lo consuma nella quantità adatta alle proprie caratteristiche, non vedo alcuna ragione per trasformarle in un nemico. Il caffè funzionale può semplicemente rappresentare un’alternativa per chi desidera provare formulazioni differenti o è interessato a determinati ingredienti.
Dedicheremo un approfondimento specifico proprio al confronto tra caffè tradizionale caffè funzionale, perché merita di essere affrontato senza semplificazioni e senza la necessità di decretare un vincitore.
Perché troviamo ganoderma, ginseng e altri ingredienti nel caffè?
E probabilmente la composizione a rendere più interessante il mondo dei caffè funzionali, perché dietro prodotti apparentemente simili possiamo trovare ingredienti molto diversi.
Uno dei più conosciuti è il piano Ganoderma lucidum, chiamato anche Reishi, un fungo che vanta una lunga storia di utilizzo nelle tradizioni orientali e che oggi viene impiegato anche nella formulazione di alcune bevande a base di caffè.
Non voglio però trasformare questo articolo in approfondimento sul Ganoderma, perché sul sito abbiamo già uno spazio dedicato proprio a questo argomento. Preferisco utilizzare diversi contenuti come capitoli collegati tra loro: qui comprendiamo perché possiamo incontrarli in un caffè funzionale, mentre nell’articolo specifico possiamo conoscerlo più da vicino.
Se vuoi scoprire le peculiarità di questo caffè leggi: Caffè del benessere con ganoderma.
Un discorso simile riguarda il ginseng, probabilmente ancora più familiare per come è presente da tanti anni nei bar e nelle preparazioni solubili. Anche in questo caso, però, il nome da solo racconta soltanto una parte della storia. Prodotti diversi possono contenere quantità e formulazioni differenti e possono cambiare anche gli altri ingredienti presenti, compresi gli zuccheri. Per questo motivo, quando scegliamo un caffè al ginseng, vale sempre la pena leggere la composizione invece di presumere che tutte le preparazioni siano equivalenti.
Sul sito trovi già un approfondimento dedicato al Ginseng caffè Snep, al quale ti rimando se questo è un ingrediente che ti interessa maggiormente.
Tra le altre formulazioni possiamo anche incontrare ingredienti derivati dall’olivo come l’oleuropeina. Di questo composto abbiamo già parlato negli approfondimenti dedicati all’olivo e non avrebbe alcun senso ripetere qui le stesse informazioni quello che ci interessa, nell’ambito del caffè funzionale, è sapere che può essere presente all’interno di formulazioni specifiche, come nel caso di olimax caffè.
Come scegliere un caffè funzionale senza fermarsi alle promesse
Arrivati a questo punto, possiamo rispondere alla seconda parte della domanda contenuta nel titolo: Come scegliere un caffè funzionale?
Io partirei non da prodotto, ma dal motivo per cui stiamo pensando di acquistarlo. Potremmo essere semplicemente curiosi di provare qualcosa di diverso, potremmo apprezzare un particolare ingrediente oppure potremmo cercare un’alternativa al caffè che consumiamo abitualmente. Capire questo primo aspetto permette già di restringere molto la scelta.
Successivamente guarderei la composizione. Oltre all’ingrediente emesso maggiormente in evidenza sulla confezione è utile osservare cos’altro contiene la preparazione, verificare la presenza di zuccheri e considerare la quantità di caffeina, soprattutto se durante la giornata consumiamo già altre bevande che ne contengono.
È un passaggio che considero particolarmente importante perché parole come funzionale, naturale o il semplice nome di una pianta possono influenzare positivamente la nostra percezione di un prodotto, ma non possono sostituire la lettura dell’etichetta.
Allo stesso modo, diffiderei dalle premesse eccessive. Un caffè, qualunque sia la sua formulazione, rimane una bevanda inserita all’interno della nostra alimentazione. Non può compensare una dieta squilibrata, poche ore di sonno o uno stile di vita poco attivo. Possiamo però scegliere con maggiore attenzione quello che consumiamo, inserendolo in un’insieme di abitudini coerenti con le nostre esigenze.
Quale caffè funzionale scegliere?
Dopo aver compreso cosa contiene un caffè funzionale, la scelta diventa inevitabilmente personale. Chi è incuriosito dal Ganoderma potrebbe voler approfondire le preparazioni che lo contengono; chi preferisce il Ginseng avrà altre possibilità, mentre chi certa formulazioni differenti potrà orientarsi verso prodotti con altre caratteristiche.
Proprio per questo non credo che una classifica generica dei “migliori caffè funzionali” sarebbe particolarmente utile. Preferisco aiutare chi legge a capire le differenze e, successivamente, mettere a disposizione gli approfondimenti sui singoli prodotti.
Man mano che completeremo questa sezione del sito troverai quindi percorsi sempre più specifici: parleremo del confronto con il caffè tradizionale, della caffeina, del momento della giornata in cui consumiamo il caffè e delle diverse formulazioni disponibili. In questo modo potrai arrivare alla scelta dopo aver compreso le differenze, anziché partire direttamente dal prodotto.
Una scelta che può partire semplicemente da una domanda
Quando prendiamo il caffè ogni giorno è facile pensare che ci sia poco da sapere: scegliamo quello che ci piace e continuiamo con le nostre abitudini. Quando, invece, decidiamo di provare qualcosa di diverso, credo valga la pena concedersi qualche minuto per capire che cosa stiamo acquistando.
Il caffè funzionale non è una categoria da considerare migliore a priori rispetto al caffè tradizionale e non è nemmeno una soluzione universale. È semplicemente un’insieme di prodotti con formulazioni diverse, che possiamo conoscere e valutare sulla base degli ingredienti, delle nostre preferenze e delle nostre abitudini.
Se dopo aver letto gli approfondimenti del sito e ancora dubbi tra Ganoderma, ginseng o altre formulazioni e vorresti capire meglio quale prodotto può essere più adatto alle tue esigenze, puoi contattarmi direttamente. Preferisco partire da ciò che stai cercando di aiutarti a orientarti tra le diverse possibilità, piuttosto che suggerirti un prodotto senza conoscere prima le tue necessità.
Ciascun prodotto Snep è garantito per 30 giorni, come indicato nelle condizioni di vendita. La garanzia è applicabile anche alle confezioni vuote, è bene custodire lo scontrino, perché sarà richiesto in caso di rimborso.
Inoltre, l’azienda Snep è socio attivo AVEDISCO. La prima azienda italiana che rappresenta le più importanti realtà industriali e commerciali, italiane ed estere che utilizzano la Vendita Diretta per la distribuzione a domicilio dei loro prodotti/ servizi.
Contattaci per qualsiasi domanda come preferisci tramite i pulsanti qui sotto 🙂



