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Perché facciamo sempre più fatica a concentrarci?

Donna con un libro che guarda lo smartphone invece di leggere.

Indice:

Ti è mai capitato di prendere il telefono per rispondere a un messaggio e, qualche minuto dopo, accorgerti che stai guardando tutt’altro?

A me questa sembra una delle immagini più semplici per capire quanto sia cambiato il nostro modo di usare l’attenzione. Iniziamo una cosa, ci interrompiamo per farne un’altra e poi torniamo alla prima. A volte perché qualcuno ci cerca, altre volte perché è arrivata una notifica e altre ancora senza un motivo preciso: prendiamo il telefono quasi per un’abitudine.

La cosa curiosa è che ormai ci facciamo così poco caso da considerarlo normale. E allora, quando arriva un periodo in cui facciamo più fatica a leggere, a lavorare senza distrarci o semplicemente seguire un ragionamento fino in fondo, possiamo pensare che sia cambiato qualcosa nella nostra memoria o nella nostra capacità di concentrarci.

Forse, prima di preoccuparci, potremmo guardare anche a quante volte interrompiamo la nostra attenzione durante una normale giornata.

Siamo diventate multitasking punto ma ci conviene davvero?

Esse multitasking per molto tempo è sembrata quasi una qualità. Riesci a lavorare mentre rispondi ai messaggi, controlli la posta e pensi alle altre cose da fare? Perfetto sei super organizzata. Solo che il nostro cervello non sempre funziona così.

Quando due cose richiedono entrambe attenzione, spesso non le stiamo facendo davvero insieme. Stiamo passando velocemente dall’una all’altra. Lasciamo quello che stavamo facendo, ci occupiamo di qualcos’altro e poi dobbiamo recuperare il filo. Una volta ogni tanto non cambia certo la vita, il problema è quando succede continuamente.

Pensa semplicemente a quando stai leggendo. Arriva un messaggio, lo guardi e rispondi, poi torni alla pagina e magari devi rileggere le ultime righe perché non ricordi bene dove eri rimasta. Non significa necessariamente che hai poca memoria: nel frattempo hai portato alla tua attenzione da un’altra parte.

E questa non è soltanto una sensazione. Gli studi sul cosiddetto media multitasking, cioè l’abitudine a passare seguentemente tra diversi media e attività, hanno osservato possibili associazioni con alcuni aspetti dell’attenzione. La ricerca non dice che smartphone e social ci stanno “rovinando il cervello”- sarebbe una conclusione decisamente troppo semplice – ma ci dà un buon motivo per riflettere sul modo in cui li utilizziamo. E secondo me è molto più interessante così.

Perché non dobbiamo trovare un nuovo nemico, dobbiamo capire se alcune abitudini che ormai facciamo senza pensarci possono essere cambiate.

Il telefono c’entra, ma non è tutta colpa sua

La prima cosa che facciamo quando parliamo di smartphone è guardare quante ore lo utilizziamo. Quel numeretto a volte è inquietante, lo ammetto, ma racconta soltanto una parte della storia.

Possiamo usare il telefono per mezz’ora e poi lasciarlo da parte oppure prenderlo in mano continuamente per controllare un messaggio, una mail, una notifica o semplicemente vedere se è successo qualcosa. Ecco, forse è proprio questo che dobbiamo iniziare a osservare: non soltanto quanto utilizziamo il telefono, ma quante volte gli permettiamo di interrompere quello che stavamo facendo. Anche perché non serve neppure che suoni.

Siamo in coda? Guardiamo il telefono. Aspettiamo qualcuno? Telefono. Abbiamo 5 minuti prima di uscire? Vediamo cosa è successo sui social. Non c’è niente di male, il problema nasce quando perdiamo quasi l’abitudine a stare qualche minuto senza aggiungere un’altro stimolo.

E non sto per porti una settimana senza smartphone, tranquilla. Possiamo iniziare da cose molto piu normali. Se dobbiamo fare qualcosa che richiede attenzione, per esempio, possiamo togliere le notifiche che non servono davvero oppure lasciare il telefono un po ‘piu lontano. Se stiamo leggendo, possiamo provare a leggere per 20 minuti senza controllarlo.

Non sembra una grande strategia per migliorare la concentrazione, lo so. Ma forse proprio per questo vale la pena provarla.

L’Istituto Superiore di Sanità, parlando di un rapporto più consapevole con i dispositivi digitali, suggerisce tra le altre cose proprio di ridurre le notifiche non necessarie e ritagliarsi in momenti di disconnessione. Non dobbiamo quindi cambiare vita, possiamo semplicemente restituire un po’ di continuità alle cose che che facciamo.

E se provassimo ad annoiarci un po’?

Questa è una cosa alla quale penso spesso quando parliamo di troppi stimoli. Abbiamo ancora dei momenti in cui non facciamo niente? Non intendo meditare, fare esercizi di respirazione o dedicarsi a qualche attività particolare. Intendo proprio niente.

Aspettare il caffè senza prendere il telefono, guardare fuori dal finestrino mentre siamo in treno, fare due passi senza ascoltare qualcosa, aspettare 5 minuti senza sentire il bisogno di riempirli. Siamo diventate talmente abituate ad avere qualcosa davanti agli occhi che perfino qualche minuto vuoto sembra tempo sprecato. Ogni tanto, invece, possiamo lasciarlo vuoto, e magari scoprire che non è poi così terribile.

Non sempre, però, il problema sono le distrazioni

Qui farei attenzione a non semplificare troppo. Se ultimamente fai fatica a concentrarti, non significa automaticamente che devi usare meno il telefono.

Ci sono periodi in cui siamo semplicemente molto stanchi. Possiamo dormire male,  essere sotto pressione, avere troppe cose a cui pensare o attraversare un momento nel quale anche quello che normalmente facciamo senza problemi richiede più fatica. Per questo una delle prime domande che mi farei è: quando succede?

Faccio fatica a concentrarmi soprattutto la sera? Succede dopo una notte in cui ho dormito poco? Mi capita quando ho 1000 cose da fare oppure anche nei periodi tranquilli? Mi sento distratta o sento proprio la testa stanca? Sembrano sfumature, ma fanno una bella differenza.

Se ti riconosce solo soprattutto nella sensazione di avere la mente affaticata, sul sito trovi anche l’approfondimento dedicato alla stanchezza mentale e alle difficoltà di concentrazione. Lì partiamo proprio dalla stanchezza e dalle possibili ragioni per cui possiamo sentirci meno lucidi.

Nel nostro articolo centrale su mente lucida memoria, invece, allarghiamo ancora di più lo sguardo, perché concentrazione e memoria non dipendono da una sola cosa. Sonno, movimento, alimentazione, stress e abitudini quotidiane fanno tutte parte dello stesso puzzle.

Prima di scegliere un integratore, facciamoci una domanda

Se una persona mi dicesse:“Non riesco più a concentrarmi, cosa posso prendere?”, la prima cosa che vorrei capire è cosa sta succedendo nelle sue giornate.

Dormiamo abbastanza? Siamo particolarmente stanchi? Ci interrompiamo continuamente? È una sensazione comparsa da poco oppure va avanti da tempo? Poi possiamo parlare anche di integrazione.

Esistono prodotti formulati per sostenere le normali funzioni cognitive e sul sito abbiamo già approfondito, per esempio. Brain per memoria e concentrazione e Olimind per la lucidità mentale. Se vuoi conoscere ingredienti e caratteristiche dei prodotti, quelli sono gli articoli giusti di cui approfondire.

Qui, invece, vorrei lasciarti soprattutto un’altra idea: non cerchiamo di correggere con un prodotto un’abitudine che possiamo cambiare.

Se poi vuoi capire se, oltre allo stile di vita, possa essere utile valutare un supporto specifico, possiamo partire dalle tue esigenze e ragionarci insieme. Perché due persone che dicono “faccio fatica a concentrarmi” possono raccontare, in realtà, due situazioni completamente diverse.

Naturalmente c’è anche un limite al fai da te. Se la difficoltà di concentrazione compare improvvisamente, continua nel tempo, peggiora oppure si accompagna ai cambiamenti della memoria ad altri sintomi che interferiscono con la vita quotidiana, è importante parlarne con il medico. Non attribuiamo automaticamente tutto allo stress e allo smartphone. Per il resto possiamo fare una prova molto semplice.

La prossima volta che lggiamo, lavoriamo o facciamo qualcosa che richiede attenzione, proviamo a fare solo quello. Potremmo scoprire che concentrarci non ci riesce poi così male. Forse avevamo semplicemente smesso di darcene l’occasione.

FAQ

Perchè ultimamente faccio fatica a concentrarmi?

Non c’è una sola spiegazione. Stanchezza, stress, poco sonno e continue interruzioni possono rendere più difficile mantenere l’attenzione prima di cercare una soluzione può essere utile osservare quando succede e cosa sta caratterizzando quel periodo della nostra vita.

Lo smartphone può influire sulla concentrazione?

Può diventare una fonte continua di interruzioni, soprattutto se siamo abituati a controllarlo molto spesso mentre facciamo altro. Questo non significa che lo smartphone “rovini” la concentrazione: gli studi mostrano un quadro più complesso e conta molto anche il modo in cui lo utilizziamo.

Se faccio fatica a concentrarmi ho problemi di memoria?

Non necessariamente. Per ricordare qualcosa dobbiamo prima averle prestato attenzione. Se leggiamo mentre continuiamo a interromperci, può capitare di ricordare meno semplicemente perché non eravamo davvero concentrate su ciò che stavamo leggendo.

Ciascun prodotto Snep è garantito per 30 giorni, come indicato nelle condizioni di vendita. La garanzia è applicabile anche alle confezioni vuote, è bene custodire lo scontrino, perché sarà richiesto in caso di rimborso. 

Inoltre, l’azienda Snep è socio attivo AVEDISCO. La prima azienda italiana che rappresenta le più importanti realtà industriali e commerciali, italiane ed estere che utilizzano la Vendita Diretta per la distribuzione a domicilio dei loro prodotti/ servizi.

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