Ci sono cose che diamo per scontate finché, per quale motivo, dobbiamo rinunciarci. éer me una di queste è stata il caffè. A un certo punto avevo praticamente smesso di berlo. Mi piaceva, faceva parte delle mie abitudini, ma il mio stomaco non sembrava essere dello stesso parere: ogni volta che prendevo un caffè il fastidio era tale che avevo iniziato a evitarlo. Quando mi parlarono per la prima volta del caffè con Ganoderma, quindi, non pensai certo: “Ecco quello che fa per me”: Anzi, ero piuttosto titubante.
Un fungo nel caffè? Amettiamolo, se non sai di cosa stiamo parlando non è proprio l’abbinamento più invitante del mondo.
Alla fine decisi di provarlo e la mia esperienza fu molto diversa da quella che mi aspettavo. Con il caffè al Ganoderma di Snep ho ritrovato il piacere di bere una tazzina senza avvertire quel fastidio che mi aveva portata a rinunciarvi. Questa è naturalmente la mia esperienza personale, non significa che debba accadere la stessa cosa a tutti e non significa che il Ganoderma sia una soluzione per i problemi di stomaco. E oggi che il Ganoderma compare sempre più spesso su confezioni e pubblicità, la domanda mi sembra ancora più interessante: c’è un motivo per metterlo nel caffè o è semplicemente diventato l’ingrediente del momento?
Prima di tutto: che ccosa ci fa un fungo nel caffè?
Quando parliamo di Ganoderma nel caffè non dobbiamo immaginare pezzi di fungo nella tazzina. Il Ganoderm lucidum, conosciuto anche come Reishi, viene utilizzato generalmente sotto forma di estratto e aggiunto alla miscela insieme agli altri ingredienti previsti dalla formulazione.
Il Reishi, però, non nasce certo con i moderni caffè funzionali. Ha alle spalle una lunga storia di utilizzo nelle tradizioni orientali ed è ancora oggi uno de funghi più studiati. Contiene diversi composti, tra cui polisaccaridi, beta-glucani e triterpeni. Se vuoi conoscerlo più da vicino, nell’articolo Reishi: Il Fungo della Longevità ne parlo in maniera specfica, senza legarlo necessariamente al caffè. Questo è importante perché una cosa è del Ganoderma e della sua composizione un’altra è attribuire automaticamente le stesse caratteristiche a qualsiasi bevanda che riporti la scritta “con Ganoderma”.
Quando ho iniziato ad approfondire questo mondo, è proprio questo uno degli aspetti che mi ha fatto riflettere di più: non basta trovare il nome di un ingrediente sulla confenzione per sapere che stiamo realmente acquistando.
Non tutti i caffè con il Ganoderma sono uguali
A prima vista può sembrare semplice: c’è il caffè, viene aggiunto il Ganoderma e abbiamo un caffè funzionale. In realtà vale la pena guardare un pò più da vicino. Bisogna considerare quale parte del fungo viene utilizzata, il tipo di estratto, la quantità presente e , quando viene indicato, anche il contenuto dei suoi componenti caratteristici. Sono informazioni che aiutano a capire meglio una formulazione e che preferisco a frasi generiche che promettono risultati sorprendenti.
Prendiamo alcuni dei caffè che conosco direttamente. Nel Caffè Special Snep, per esempio, viene utilizzato estratto secco del corpo fruttifero di Ganoderma lucidum titolato in polisaccaridi. Nel caffè Moka Snep troviamo invece una formulazione pensata per chi non vuole rinunciare alla propria moka e che apporta 200 mg di ganoderma per tazza. E poi ci sono preparati diffrenti, dal Ginseng Caffè al cappuccino, dal mokaccino alle capsule e alle cialde. Il Ganoderma può essere il filo che le accomuna, ma questo non le rende tutte uguali: cambiano gli altri ingredienti, cambia il gusto, può cambiare la quantità di caffeina e soprattutto cambia il modo in cui quella bevanda entra nelle nostre abitudini.
E’ anche per questo che non amo scegliere un prodotto soltanto perché sulla confezione compare un ingrediente che in quel momento sta facendo parlare di sé. Preferisco chiedermi: che cosa contiene davvero? E questa formulazione ha senso per quello che sta cercando?
La domanda che sorge spontanea a questo punto è:
Quindi il Ganoderma rende il caffè “migliore”?
Dire che il Ganoderma contiene sostanze interessanti e che viene studiato per le loro caratteristiche non equivale a dire che bere un caffè con Ganoderma possa prevenire, curare o risolvere un problema di salute. Allo stesso modo, non sarebbe corretto pensare che basti aggiungere un ingredienti a una tazzina per trasformarla automaticamente in qualcosa di adatto a tutti. Io stessa potrei cadere facilmente in questo errore partendo dalla mia esperienza. Avevo smesso di bere caffè perché mi provocava fastidio allo stomaco, ho iniziato a bere quello con Ganoderma e mi sono trovata bene. E’ coò che è successo a me, ed è giusto raccontarlo esattamente per quello che è.
Il nostro rapporto con il caffè, infatti, è molto personale. C’è chi ne beve diversi durante la giornata senza problemi e chi sente gli effetti della caffeina già dopo una tazzina; chi ama l’espresso molto intenso e chi cerca qualcosa di più delicato; chi vuole mantenere il rito della moka e chi preferisce la comodità di un solubile o di una capsula. Per questo, quando parliamo di caffè tradizionale o funzionale, per me non dovrebbe diventare una gara per stabilire quale dei due sia “buono” e quale “cattivo”. E’ molto più utile capire cosa stiamo bevendo, leggere gli ingredienti e scegliere in modo consapevole.
Moda o qualcosa che vale la pena conoscere?
Probabilmente una parte della popolarità del Ganoderma è legata anche alla crescente curiosità verso funghi funzionali e ingredienti provenienti dalle tradizioni orientali. Quando un ingrediente diventa conosciuto, inevitabilmente aumenta anche il numero di prodotti che iniziano a utilizzarne il nome. Ed è proprio in quel momento che, secondo me, dovremmo diventare un pò più curiosi.
Non perché tutto ciò che è di moda sia inutile e nemmeno perché un ingrediente naturale debba essere considerato straordianrio per definizione. Semplicemente perché tra una bella parola sulla confenzione e una formulazione che possiamo comprendere c’è una bella differenza. Nel mio caso il Ganoderma è entrato nella quotidianità quasi per caso. Non stavo cercando il “super caffè” e, a dire il vero, all’inizio non ero neppure convinta di volerlo provare. Cercavo semplicemente un modo per poter tornare a godermi una tazzina. Poi è arrivata la curiosità di capire meglio ciò che stavo bevendo.
Forse è proprio questo il modo in cui preferisco guardare oggi ai caffè funzionali: non come bevande miracolose e nemmeno come mode da seguire perché ne parlano tutti, ma come alternative che vale la pena conoscere prima di decidere se fanno per noi.
E se davanri Caffè Special, Moka, Ginseng, capsule, cialde e tutte le altre possibilità ti viene spontaneo pensare “sì, ma quale dovrei scegliere?”, è una domanda più che legittima. Puoi scrivermi e raccontarmi quali sono le tue abitudini e che tipo di caffè preferisci. Non si tratta di scegliere quello che va bene per tutti, ma di capire insieme quale può avere più senso per te.
Ciascun prodotto Snep è garantito per 30 giorni, come indicato nelle condizioni di vendita. La garanzia è applicabile anche alle confezioni vuote, è bene custodire lo scontrino, perché sarà richiesto in caso di rimborso.
Inoltre, l’azienda Snep è socio attivo AVEDISCO. La prima azienda italiana che rappresenta le più importanti realtà industriali e commerciali, italiane ed estere che utilizzano la Vendita Diretta per la distribuzione a domicilio dei loro prodotti/ servizi.
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