Pensa a una giornata trascorsa davanti al computer. Hai lavorato, risposto ai messaggi, preso decisioni, cercato di ricordare appuntamenti e magari risolto anche qualche imprevisto. La tua mente è stata impegnata per ore, ma il tuo corpo si è mosso pochissimo. A fine giornata ti senti mentalmente affaticato, anche se dal punto di vista fisico non hai fatto quasi nulla.
Questa situazione ormai è comune quasi a tutti, questo mi ha portato a riflettere, e di conseguenza a scrivere questo articolo, dove speri tu possa trovare qualche consiglio utile.
Oggi possiamo svolgere moltissime attività senza alzarci dalla sedia e, spesso, finiamo per considerare normale passare intere giornate quasi immobili. Il nostro organismo, però, non è fatto per rimanere sempre fermo.
Quando ci muoviamo, mettiamo al lavoro muscoli, cuore e sistema circolatorio. L’attività fisica regolare contribuisce alla salute cardiovascolare e questo è importante anche per il cervello, che ha bisogno di un adeguato apporto di sangue, ossigeno e nutrienti. Ma non è soltanto una questione di circolazione.
Gli studiosi stanno cercando di comprendere sempre meglio come il movimento influenzi i processi che permettono al cervello di adattarsi, apprendere e mantenere efficienti le proprie connessioni.
Questa capacità prende il nome di neuroplasticità. Forse è un termine che hai già incontrato parlando di memoria. In pratica, significa che il cervello non rimane identico per tutta la vita, ma continua a modificare il proprio funzionamento in risposta alle esperienze e alle attività che svolgiamo.
Tra i meccanismi studiati c’è anche il ruolo del BDNF, una proteina coinvolta nella sopravvivenza e nella plasticità delle cellule nervose. Non voglio entrare troppo nei dettagli scientifici, perché il concetto che ci interessa è abbastanza semplice: muovere il corpo può influire su processi importanti anche per il funzionamento del cervello.
Questo non significa che ogni passeggiata produca un miglioramento immediato della memoria. Significa che l’attività fisica, praticata con regolarità, può contribuire a creare condizioni favorevoli alla salute cognitiva. Anche il National Institute on Aging considera il movimento tra le abitudini da prendere in esame quando parliamo di salute del cervello durante l’invecchiamento.
Movimento e memoria: il cervello ha bisogno di attività?
È una domanda che mi sembra giusto porsi, perché quando si parla di benessere troviamo facilmente affermazioni molto convincenti, ma non sempre accompagnate da spiegazioni.
In questo caso la ricerca scientifica offre risultati interessanti. Una revisione pubblicata nel 2025 sul British Journal of Sports Medicine ha raccolto i risultati di numerosi studi sull’esercizio fisico e le funzioni cognitive, coinvolgendo complessivamente oltre 258.000 partecipanti. Dall’analisi sono emersi miglioramenti medi della memoria, della funzione cognitiva generale e delle cosiddette funzioni esecutive.
Con quest’ultima espressione si indicano quelle capacità che utilizziamo continuamente, spesso senza rendercene conto: organizzare un’attività, pianificare qualcosa, passare da un compito all’altro oppure prendere una decisione tenendo conto di diverse informazioni.
La parte che considero particolarmente interessante è che i benefici osservati non riguardavano soltanto attività fisiche molto impegnative. Anche forme di movimento leggere o moderate potevano avere effetti positivi. Naturalmente dobbiamo interpretare questi risultati nel modo corretto. Gli studi erano diversi tra loro e i miglioramenti medi, soprattutto per la memoria, erano generalmente contenuti.
Non possiamo quindi concludere che basti iniziare a camminare per ricordare tutto meglio. Possiamo però dire che esistono buone ragioni per non considerare l’attività fisica soltanto un allenamento per i muscoli. E questo cambia anche il modo in cui possiamo prenderci cura della mente.
Camminare, ballare o andare in bicicletta: cosa scegliere?
Quando consiglio di prestare attenzione al movimento, non penso necessariamente alla palestra o a un programma di allenamento impegnativo. Per alcune persone sono attività piacevoli e fanno già parte della quotidianità. Altre, invece, non amano gli ambienti sportivi oppure non riescono a seguire orari prestabiliti.
E allora perché non partire da qualcosa di più semplice?
Una camminata a passo sostenuto, un giro in bicicletta, il nuoto o il ballo possono essere modi diversi per mantenersi attivi. Il ballo, per esempio, è un’attività che trovo interessante proprio per il rapporto tra corpo e cervello. Quando impari una sequenza di passi devi ricordarla, seguire il ritmo della musica, coordinare i movimenti e adattarti allo spazio che hai intorno. Se balli con un’altra persona, devi anche prestare attenzione ai suoi movimenti.
In altre parole, non stai facendo lavorare soltanto i muscoli.
Questo non significa che ballare sia necessariamente migliore di camminare. Non esiste un’attività che possiamo indicare come la più efficace per la memoria di tutti.
C’è però una cosa che considero importante: scegliere un movimento che ti piaccia. Se detesti correre, difficilmente riuscirai a trasformare la corsa in un’abitudine piacevole. Se invece ami passeggiare, andare in bicicletta oppure ballare, sarà probabilmente più facile trovare il tempo per farlo. E non sottovaluterei neppure le occasioni quotidiane. Fare un tratto di strada a piedi, dedicarsi al giardinaggio oppure interrompere ogni tanto le ore trascorse seduti può aiutarti a rendere la giornata più attiva.
Non tutte queste attività hanno la stessa intensità e non sostituiscono necessariamente l’esercizio aerobico raccomandato, ma possono essere un buon punto di partenza. Perché il problema, spesso, non è trovare lo sport perfetto. È riuscire a muoversi con una certa regolarità.
Dopo i 50 anni il movimento diventa ancora più importante?
Con il passare degli anni iniziamo spesso a prestare maggiore attenzione alla memoria. Magari ci accorgiamo che abbiamo bisogno di scrivere più appuntamenti, che impieghiamo qualche secondo in più per ricordare un nome oppure che non riusciamo a gestire tante cose contemporaneamente come facevamo una volta.
Non tutte queste situazioni indicano un problema cognitivo. Alcuni cambiamenti possono accompagnare il normale invecchiamento, mentre altri dipendono da fattori che meritano di essere approfonditi. Se le dimenticanze sono proprio ciò che ti preoccupa, ne abbiamo parlato nell’articolo Perché ultimamente dimentico le cose?.
Qui, invece, vorrei soffermarmi su una domanda diversa: ha senso iniziare a muoversi di più anche se non siamo più giovanissimi? La risposta è sì.
L’attività fisica può offrire benefici anche quando viene introdotta più avanti negli anni, purché sia adeguata alle proprie condizioni. Inoltre, dopo i 50 o i 60 anni, muoversi non riguarda soltanto la memoria. Mantenere forza, equilibrio e mobilità significa anche conservare più facilmente l’autonomia nelle attività quotidiane.
Pensa a quanto può cambiare la giornata di una persona che riesce a camminare con sicurezza, uscire, incontrare amici, fare la spesa o partecipare alle attività che le piacciono. Il movimento può contribuire a mantenere aperte tutte queste possibilità. E continuare a vivere esperienze, frequentare persone e imparare cose nuove offre anche occasioni per utilizzare le nostre capacità cognitive.
Per questo non mi piace dire che a una certa età sia troppo tardi per cominciare. Semmai, diventa ancora più importante scegliere qualcosa che sia adatto al proprio corpo, senza voler recuperare in poche settimane anni di sedentarietà.
Se hai problemi articolari, cardiovascolari o altre condizioni di salute, è opportuno confrontarti con il medico per capire quali attività siano più indicate.
E gli integratori per memoria e concentrazione possono essere utili?
Parlando di memoria, questa è una domanda che prima o poi arriva. Esistono integratori che possono accompagnare un percorso dedicato al benessere mentale? E soprattutto, come capire quale prodotto scegliere?
Prima di tutto vorrei chiarire una cosa: un integratore non può sostituire il movimento, così come non possiamo aspettarci che una passeggiata risolva qualsiasi difficoltà di memoria o concentrazione. Sono aspetti diversi e vanno valutati per quello che possono realmente offrire.
Nel mio lavoro preferisco sempre partire dalle esigenze della persona, perché dietro una richiesta apparentemente semplice possono esserci situazioni molto differenti.
Chi pratica uno sport che richiede attenzione e coordinazione, per esempio, potrebbe avere esigenze diverse da chi trascorre molte ore al computer e arriva a sera mentalmente affaticato. E una persona che desidera prendersi cura del proprio benessere con l’avanzare dell’età potrebbe essere interessata ad approfondire ancora altri aspetti. Per questo non proporrei lo stesso integratore a tutti soltanto perché si parla di memoria.
Brain, Q10 e Intelli-G: tre approfondimenti da conoscere
Tra i prodotti di cui parlo sul sito c’è Brain, integratore naturale per memoria e concentrazione.
Lo considero particolarmente pertinente a questo argomento perché il suo approfondimento riguarda anche le attività sportive nelle quali entrano in gioco attenzione, coordinazione e prontezza mentale.
Brain contiene una combinazione di ingredienti vegetali, tra cui Bacopa, Rhodiola e Ashwagandha, insieme alla L-teanina. Nell’articolo dedicato trovi maggiori informazioni sulla composizione e sulle caratteristiche del prodotto.
Se invece ti interessa il rapporto tra attività fisica ed energia, puoi approfondire anche il Coenzima Q10: cos’è e a cosa serve. Il coenzima Q10 è una sostanza naturalmente presente nell’organismo e coinvolta nei processi attraverso i quali le cellule producono energia. Questo lo rende un argomento interessante quando parliamo di metabolismo e attività fisica.
Un altro prodotto che puoi conoscere è Intelli-G, nell’approfondimento dedicato al benessere della mente.
Non considero questi tre integratori intercambiabili e non li presenterei come una soluzione per prevenire il declino cognitivo. Sono prodotti diversi, da valutare singolarmente.
Se vuoi conoscere meglio uno di questi prodotti, puoi contattarmi e raccontarmi quali sono le tue esigenze. Preferisco capire prima che cosa stai cercando, quali abitudini hai e se stai già utilizzando altri integratori, piuttosto che consigliarti qualcosa soltanto perché viene presentato come un prodotto per la memoria.
Quanto movimento serve per prendersi cura del cervello?
A questo punto potresti chiederti quanto dovresti muoverti per ottenere dei benefici. Le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità suggeriscono agli adulti di svolgere ogni settimana tra 150 e 300 minuti di attività aerobica moderata, oppure tra 75 e 150 minuti di attività intensa, o una combinazione equivalente.
L’OMS raccomanda anche attività di rafforzamento muscolare. Sono indicazioni importanti per la salute generale, ma non vanno interpretate come una formula matematica per migliorare la memoria.
Se oggi fai poca attività fisica, non significa che tu debba iniziare immediatamente con allenamenti lunghi o impegnativi. Potresti cominciare con una camminata di quindici minuti, scegliere qualche spostamento a piedi oppure dedicare un po’ di tempo a un’attività che avevi abbandonato.
Quando diventa più semplice, puoi aumentare gradualmente la durata o l’intensità, sempre tenendo conto delle tue condizioni.
C’è un altro aspetto che vorrei sottolineare: non è necessario che ogni momento dedicato al movimento diventi una prestazione da misurare. Se una passeggiata ti permette anche di stare all’aria aperta, incontrare qualcuno o visitare un posto nuovo, hai già aggiunto qualcosa di piacevole alla tua giornata.
E forse proprio questo può aiutarti a mantenere l’abitudine nel tempo.
Il cervello non si allena soltanto stando seduti
Mi viene da pensare a quante volte cerchiamo di stimolare la memoria attraverso attività da svolgere seduti: leggiamo, studiamo, risolviamo giochi di logica oppure utilizziamo applicazioni pensate per allenare la mente. Sono tutte possibilità interessanti, ma non sono le uniche.
Anche imparare a ballare, seguire un nuovo percorso durante una passeggiata o dedicarsi a un’attività manuale può richiedere attenzione, coordinazione e apprendimento. Non sto suggerendo che cambiare strada per andare al supermercato sia un esercizio scientificamente dimostrato per migliorare la memoria.
Il concetto è più semplice: durante la giornata utilizziamo il cervello anche attraverso il movimento, le esperienze e il rapporto con ciò che ci circonda. Per questo, quando parliamo di salute cognitiva, credo sia utile guardare alla persona nel suo insieme.
Ne ho parlato anche nell’articolo Mente lucida e memoria: un percorso che inizia dalle tue abitudini, dove approfondisco il ruolo dello stile di vita nel benessere mentale.
Naturalmente, se noti difficoltà di memoria nuove, persistenti o in peggioramento, soprattutto quando interferiscono con la vita quotidiana, non è sufficiente modificare le abitudini o ricorrere a un integratore. In questi casi è importante parlarne con il medico.
Forse dovremmo muoverci anche pensando alla memoria
Siamo abituati a pensare che, per mantenere il cervello attivo, dobbiamo soprattutto impegnarlo in attività mentali. Eppure, dopo aver approfondito il rapporto tra movimento e memoria, credo che valga la pena allargare un po’ questa idea.
Non serve necessariamente diventare sportivi o seguire allenamenti complicati. Possiamo cominciare semplicemente a dare più spazio al movimento nella nostra giornata, scegliendo qualcosa che ci faccia stare bene e che possiamo mantenere nel tempo.
Camminare, ballare, pedalare o nuotare non ci garantisce una memoria perfetta. Ma sono attività che possono contribuire al benessere del corpo e del cervello, oltre a offrirci occasioni per uscire, incontrare persone e fare nuove esperienze.
E se, oltre a modificare le tue abitudini, desideri conoscere meglio il ruolo dell’integrazione alimentare, possiamo parlarne insieme. Sul sito trovi gli approfondimenti dedicati ai prodotti, ma una scelta consapevole parte sempre dalle tue esigenze e non soltanto dal nome di un integratore.
Il cervello ha bisogno di essere utilizzato, ma anche il corpo ha bisogno di muoversi. E forse dovremmo ricordarcene un po’ più spesso, soprattutto quando pensiamo a come prenderci cura della memoria negli anni.



