Quando si parla di sostituti del pasto, prima o poi arriva questa domanda: se sostituisco il pranzo o la cena con un sostituto pasto, dimagrisco?
È una domanda che capisco molto bene, anche perché molti anni fa me la sono fatta anch’io. Utilizzo i sostituti del pasto da quasi trent’anni e all’inizio mi sono avvicinata a questi prodotti proprio perché volevo perdere peso. Con il tempo il mio modo di usarli è cambiato, così come sono cambiate le mie esigenze, ma su questo torneremo più avanti.
Partiamo dalla domanda che probabilmente ti ha portata qui. Un sostituto del pasto può essere utile all’interno di un percorso per perdere peso, ma questo non significa che dentro quella polvere, quella bevanda o quella barretta ci sia qualcosa che faccia magicamente dimagrire. La differenza sembra piccola, ma cambia completamente il modo in cui utilizziamo questi prodotti e, soprattutto, quello che possiamo aspettarci da loro.
Nell’articolo Sostituti pasto: una scelta consapevole quando il tempo è poco abbiamo già visto che non nascono necessariamente per chi vuole dimagrire. Possono entrare nella nostra alimentazione per ragioni molto diverse: poco tempo, pasti saltati, giornate difficili da organizzare oppure, appunto, controllo del peso. Non voglio quindi ripetere qui quello che abbiamo già affrontato. Oggi concentriamoci proprio sulla bilancia.
Se sostituisco un pasto, perché potrei perdere peso?
Proviamo a pensare a quello che succede davvero nelle nostre giornate, perché sulla carta è tutto molto più semplice. Magari a pranzo abbiamo poco tempo, arriviamo affamate e prendiamo un panino al volo. Poi un caffè, qualcosa di dolce e, nel pomeriggio, uno snack perché quel pranzo non ci ha soddisfatte. Oppure mangiamo a casa e le quantità aumentano un po’ senza che ce ne rendiamo conto. Sono situazioni normalissime e spesso è difficile sapere quanta energia abbiamo effettivamente introdotto.
Con un sostituto del pasto adeguatamente formulato abbiamo invece una porzione definita e un apporto energetico conosciuto. In un percorso ipocalorico questo può rendere più semplice gestire uno o più pasti. Ma la nostra giornata non finisce dopo pranzo.
Se scegliamo un sostituto a mezzogiorno e alle cinque siamo talmente affamate da aprire la dispensa e mangiare tutto quello che troviamo, oppure viviamo quel pranzo come una privazione e la sera finiamo per compensare, il discorso cambia. Il nostro organismo non tiene il conto soltanto del pasto che abbiamo sostituito: conta l’insieme di ciò che mangiamo e delle nostre abitudini.
Ecco perché preferisco non dire semplicemente che “il sostituto pasto fa dimagrire”. Può aiutarci a gestire meglio l’apporto energetico all’interno di un percorso pensato per perdere peso, ma non scioglie il grasso e non cancella automaticamente quello che succede durante il resto della giornata.
Su questo abbiamo anche un riferimento molto preciso. La normativa europea autorizza, per i prodotti che rispettano determinate caratteristiche di composizione, l’indicazione secondo cui sostituire due pasti principali al giorno nell’ambito di una dieta ipocalorica contribuisce alla perdita di peso. Per poter utilizzare questa indicazione sono previsti requisiti specifici relativi non soltanto alle calorie, ma anche a proteine, grassi, vitamine e minerali; inoltre la dieta deve comprendere altri alimenti e deve essere mantenuto un adeguato apporto di liquidi. Eur-Lex
Regolamento UE sui sostituti del pasto per il controllo del peso
Mi interessa riportare questa informazione perché mette ordine fra due estremi che non mi convincono: da una parte “prendi un sostituto pasto e dimagrisci”, dall’altra “sono tutti prodotti inutili”. La realtà è molto meno sensazionale e, proprio per questo, molto più utile.
Non tutto quello che sembra un sostituto pasto lo è
Quando vogliamo perdere peso può essere forte la tentazione di guardare soprattutto le calorie. Troviamo un frullato che ne contiene poche e pensiamo: perfetto, lo uso al posto del pranzo.Ma un prodotto proteico e un sostituto del pasto non sono necessariamente la stessa cosa.
Abbiamo dedicato un intero approfondimento proprio a Sostituto pasto e frullato proteico: qual è la differenza?, quindi non voglio trasformare anche questo articolo in un confronto fra proteine, vitamine, minerali e formulazioni. La cosa importante da ricordare qui è che avere poche calorie o tante proteine non basta, da solo, a trasformare un prodotto in un sostituto del pasto.
Ed è anche uno dei motivi per cui, dopo tanti anni di utilizzo, quando scelgo questi prodotti guardo molto più lontano della cifra delle calorie.
Io li utilizzo da quasi trent’anni, ma non ho sempre scelto gli stessi
Quando ho iniziato a utilizzare i sostituti pasto lo scopo era perdere peso. Poi gli anni sono passati, le mie esigenze sono cambiate e sono cambiata anch’io.
Oggi continuo a utilizzarli, ma non soltanto per il controllo del peso. Ci sono giornate in cui con la normale alimentazione faccio fatica a organizzare un pasto come vorrei e avere a disposizione una soluzione formulata per sostituirlo mi permette di non ridurre tutto a “mangio qualcosa al volo e poi vediamo”. Quasi trent’anni, però, significano anche averne provati parecchi.
Ho iniziato con quelli che trovavo al supermercato. A un certo punto ho deciso che non erano più la mia scelta e mi sono orientata verso quelli acquistati in farmacia. Successivamente ho cambiato ancora. Non perché un giorno mi sia svegliata pensando che ciò che costa di più debba essere necessariamente migliore, ma perché con il tempo ho imparato a guardare che cosa stavo realmente acquistando.
Quando due confezioni riportano entrambe la scritta “sostituto pasto”, possiamo essere portate a pensare che, alla fine, una valga l’altra e che tanto valga scegliere quella che costa meno. La mia esperienza mi ha portata a una conclusione diversa.
Per me il prezzo ha senso solo se lo metto accanto a tutto il resto: composizione, ingredienti scelti, qualità delle materie prime, formulazione, produzione e controlli. Un prezzo alto, da solo, non rende un prodotto migliore. Allo stesso modo, però, non considero due prodotti equivalenti soltanto perché appartengono alla stessa categoria.
È stato proprio questo percorso, fatto di tentativi, cambiamenti e prodotti che ho eliminato dalla mia lista degli acquisti, a portarmi ai sostituti pasto Snep che utilizzo oggi. E qui voglio raccontarti una cosa perché credo faccia una certa differenza.
Non ho deciso che quei prodotti mi piacevano semplicemente leggendo l’etichetta e non ho iniziato a consigliarli perché collaboravo con l’azienda. Prima li ho provati personalmente. Poi ho voluto sapere di più.
Ho approfondito le composizioni e gli ingredienti, ma non mi sono fermata alla confezione. Ho voluto conoscere meglio anche l’azienda, ho visto gli stabilimenti e i processi di produzione. Solo dopo queste verifiche, unite naturalmente alla mia esperienza personale con i prodotti, ho deciso che potevano entrare anche nel mio lavoro e che mi sentivo di proporli alle persone che si rivolgono al mio studio naturopatico.
Questo non significa che siano automaticamente la scelta giusta per chiunque. Significa qualcosa di molto più semplice: quando consiglio un prodotto, voglio essere convinta io per prima di quello che sto proponendo.
Se il peso non scende, non darei subito la colpa al sostituto pasto
Può succedere anche questo. Abbiamo iniziato piene di buone intenzioni, sostituiamo un pasto, ci sembra di mangiare meno e dopo qualche settimana la bilancia non si muove come avevamo immaginato. Capisco quanto possa essere frustrante, ma prima di arrivare alla conclusione “con me non funziona” guarderei tutto quello che succede intorno a quel pasto.
Il sostituto ci soddisfa oppure dopo poco abbiamo di nuovo fame? Come mangiamo nel resto della giornata? Nel fine settimana cambia completamente tutto? Lo stiamo utilizzando perché si inserisce bene nelle nostre abitudini oppure stiamo stringendo i denti aspettando il giorno in cui potremo finalmente smettere?
Sono domande molto più utili del semplice “quante calorie ha?”.
E naturalmente ci sono situazioni in cui il discorso va oltre l’organizzazione dei pasti. Se il peso cambia in maniera importante, oppure facciamo molta fatica a perderlo nonostante le nostre abitudini, soprattutto se sono presenti patologie o terapie farmacologiche, è bene parlarne con il medico o con il professionista sanitario che ci segue. Il sostituto pasto può essere uno strumento. Non deve diventare una prova da superare ogni giorno per dimostrare di essere state brave.
Quale sostituto pasto può avere senso per te?
Dopo quasi trent’anni di utilizzo, se c’è una cosa che non farei è dirti: “Compra questo perché con me ha funzionato”.
Tu potresti voler perdere peso. Un’altra persona potrebbe avere bisogno di organizzare meglio il pranzo durante il lavoro. Un’altra ancora potrebbe semplicemente cercare una soluzione da tenere a disposizione per quelle giornate in cui preparare un pasto completo diventa complicato.
La confezione può essere la stessa, la persona che la utilizza no.
Per questo, se il tuo obiettivo è perdere peso e stai pensando di provare un sostituto pasto Snep, puoi contattarmi e raccontarmi qualcosa di te: come sono organizzate le tue giornate, quale pasto vorresti sostituire, cosa hai già provato e quale risultato stai cercando. Da lì possiamo capire se questa soluzione può avere senso per le tue esigenze e quale prodotto valutare.
Se invece conosci già i sostituti pasto, sai cosa stai cercando e vuoi vedere le soluzioni che utilizzo e propongo personalmente, puoi andare direttamente alla pagina dedicata ai sostituti pasto Snep e scegliere quella più vicina alle tue necessità.
CONTATTAMI PER CAPIRE QUALE SCEGLIERE
Perché scegliere un sostituto pasto richiede pochi minuti. Trovare quello che riesce davvero a trovare posto nella tua vita è la parte che conta di più.



