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Sostituto pasto e frullato proteico: qual è la differenza?

Donna che confronta un frullato proteico e un sostituto del pasto

Indice:

A prima vista possono sembrare quasi la stessa cosa. Una polvere, un misurino un po’ d’acqua o di latte, qualche secondo per mescolare e lo Shake è pronto. Se poi sulla confezione leggiamo che contiene molte proteine, magari accompagnate da vitamine e minerali, è facile pensare che possa tranquillamente prendere il posto del pranzo.

In realtà un frullato proteico è un sostituto del pasto non nascono necessariamente per fare lo stesso lavoro. Ed è una distinzione che vale la pena conoscere, soprattutto oggi che troviamo ovunque prodotti “protein”, Shake, barrette e preparati in polvere che, almeno all’apparenza, possono sembrare intercambiabili.

Non è una questione di stabilire quale sia il migliore. Prima ancora di confrontare calorie, proteine o ingredienti, dovremmo farci una domanda molto più semplice: che cosa stiamo chiedendo a quel prodotto? Se vogliamo aumentare l’apporto proteuco della nostra alimentazione abbiamo un’esigenza; se invece vogliamo sostituire un pasto che in quel momento non riusciamo a consumare normalmente, ne abbiamo un’altra.

Ed è proprio da questa differenza che possiamo iniziare a fare un po’ di chiarezza.

Un frullato proteico non nasce necessariamente per sostituire un pasto

Quando parliamo di frullato proteico ci riferiamo generalmente a un prodotto nel quale le proteine rappresentano l’elemento centrale della formulazione. Possono provenire dal latte oppure da fonti vegetali e le caratteristiche cambiano naturalmente da prodotto a prodotto. Il suo utilizzo può essere interessante quando si desidera aumentare l’apporto proteico della giornata o quando, per determinate abitudini alimentari risulta difficile raggiungerlo attraverso i normali pasti.

Questo non rende il frullato proteico un prodotto incompleto o poco valido. Significa semplicemente che la sua funzione può essere diversa da quella di un sostituto del pasto. È una distinzione importante perché a volte attribuiamo a un alimento una funzione che non è quella per cui è stato formulato soltanto perché ci sembra pratico o perché contiene una buona quantità di un nutriente che consideriamo importante.

Un pasto, però, non è composto soltanto da proteine. Nella nostra alimentazione entrano proteine, carboidrati, grassi, vitamine, minerali, fibra e acqua, e i nostri fabbisogni cambiano anche in funzione dell’età, del sesso, delle attività fisica e della situazione individuale.

Per questo bere semplicemente una porzione di proteine al posto del pranzo non significa automaticamente aver sostituito quel pasto dal punto di vista nutrizionale. È un po’ come pensare che, siccome a pranzo mangiamo anche una fonte proteica, quella fonte da sola possa rappresentare tutto il pranzo. Sappiamo che non è così, è la stessa logica vale quando la proteina si trova dentro uno shaker.

Se vuoi approfondire proprio questo aspetto, nell’articolo dedicato alle proteine e al loro ruolo nell’alimentazione.

Che cosa cambia allora in un sostituto del pasto?

Il punto di partenza è diverso: un sostituto pasto viene formulato proprio per prendere il posto di un pasto, però secondo le indicazioni previste per quel prodotto. Ed è qui che la parola” sostituto” può confonderci, perché qualsiasi cosa mangiata al posto del pranzo non diventa automaticamente un sostituto del pasto.

Una barretta che ci toglie la fame, uno yogurt mangiato di corsa o un semplice shake proteico possono materialmente prendere il posto del nostro pranzo perché quel giorno ne abbiamo mangiato altro ma questo non significa che siano stati formulati per svolgere quella funzione, e che abbiano tutti i macro e micronutrienti nutrienti di cui abbiamo bisogno in un pasto.

Quando parliamo in particolare dei dei prodotti destinati al controllo del peso che utilizzano i relativi claim autorizzati nell’Unione Europea esistono precise condizioni di composizione. L’apporto energetico previsto è compreso tra 202 150 kilocalorie per pasto e sono stabiliti criteri anche per la quota energetica proveniente dalle proteine e dai grassi, oltre ai requisiti relativi a vitamine e minerali.

Questo ci aiuta a capire una cosa fondamentale: non basta mettere delle proteine in una bevanda per trasformarle in un sostituto del pasto.

E vale anche il contrario. Il fatto che un sostituto del pasto contenga proteine non significa che sia semplicemente un frullato proteico con qualche ingrediente in più. Dobbiamo guardare la formulazione nel suo insieme e soprattutto lo scopo per cui quel prodotto è stato realizzato.

È una differenza che possiamo vedere anche attraverso esempi concreti. Nell’articolo sulle proteine Snep possiamo approfondire prodotti pensati principalmente per l’apporto proteico; quando invece parliamo di Snep Plus, entriamo nel mondo dei sostituti del pasto, dove la formulazione nasce con una funzione diversa. Non è quindi il nome dell’ingrediente principale a dirci se i due prodotti sono equivalenti: dobbiamo capire per che cosa sono sono stati pensati.

Quindi basta guardare quante calorie contiene?

Potrebbe sembrare la scorciatoia più semplice. Prendiamo due Shake, confrontiamo le calorie e, se più o meno coincidono, possiamo considerarli equivalenti. Ma anche in questo caso rischieremmo di fermarci troppo presto.

Due prodotti con lo stesso apporto calorico possono avere composizione molto differenti. Quelle calorie possono essere distribuite diversamente tra proteine, carboidrati e grassi; possono cambiare vitamine e minerali e naturalmente possono cambiare tutti gli altri ingredienti presenti nella formulazione.

La stessa normativa europea è prevista per i claim relativi ai sostituti del pasto per il controllo del peso ce lo fa capire molto bene non stabilisce soltanto un intervallo calorico, ma considera anche la composizione di grassi e proteine, la qualità proteica e determinati apporti di vitamine e minerali.

Immaginiamo allora di avere da mente uno Shake proteico da 200 calorie e un sostituto del pasto che porta anch’esso 200 calorie. Il numero è identico, ma questo non rende automaticamente identici i due prodotti. Sarebbe un po’ come confrontare due piatti soltanto perché hanno le stesse calorie senza chiederci che cosa contengano.

Ecco perché non sceglierai un sostituto del passo soltanto guardando le calorie, così come non sceglierei un prodotto proteico o soltanto perché sulla confezione campeggia un numero molto alto accanto alla parola “proteine”.

E le barrette proteiche?

Con le barrette la confusione può diventare anche ora maggiore. La parola proteico compare ormai su moltissimi prodotti e può portarci a pensare che una barretta ricca di proteine sia automaticamente alla versione solida di un pasto sostitutivo.

Anche qui, però, dobbiamo tornare alla stessa domanda: per che cosa è stato formulato quel prodotto?

Una barretta proteica può essere pensata come spuntino o come modalità pratica per aumentare il rapporto proteico. Un sostituto del pasto, a sua volta, non deve necessariamente essere una bevanda: può presentarsi in forme differenti. Non è quindi l’aspetto del prodotto polvere, bevanda o barretta- a dirci da solo che cosa abbiamo davanti.

È un’abitudine semplice, ma può cambiare molto il nostro modo di scegliere: invece di classificare un prodotto in base a come appare, iniziamo a leggere che cosa contiene, come viene presentato e quale utilizzo viene indicato.

Del resto è lo stesso principio che abbiamo applicato parlando di integratori: la parte anteriore della confezione attira la nostra attenzione, ma spesso è girandola che cominciamo davvero a capire che cosa stiamo acquistando.

Meglio un sostituto del pasto o un frullato proteico?

Arrivati a questo punto probabilmente è la domanda che viene spontanea. Ma forse abbiamo già gli elementi per capire perché non esiste una risposta del tipo questo è migliore dell’altro. Se l’obiettivo è aumentare il rapporto proteico all’interno di un’alimentazione che fornisce già gli altri nutrienti necessari, un prodotto proteico può avere una sua funzione. Se invece abbiamo bisogno di sostituire un pasto, ha più senso valutare un prodotto formulato per quello scopo piuttosto che decidere autonomamente che qualsiasi shake possa diventare pranzo o cena.

È proprio questa distinzione che ritrovo anche tra i prodotti Snep che utilizzo e conosco: le proteine Snep e Snep Plus non sono due alternative tra cui scegliere semplicemente in base al gusto e al numero di calorie. Rispondono a esigenze differenti per questo, prima di scegliere l’uno o l’altro preferisco partire da ciò che la persona sta cercando di ottenere.

La domanda quindi non è “qual è il migliore?”, ma “di che cosa ho realmente bisogno?”. Una volta chiarito questo, diventa molto più semplice capire quale categoria di prodotto abbia senso approfondire.

La praticità è utile quando rimane una scelta consapevole

Ci sono giornate in cui sedersi a tavola con calma sembra quasi un lusso. Lavoro, spostamenti, appuntamenti e imprevisti possono rendere difficile organizzare un pasto come vorremmo. E proprio in queste situazioni che la praticità di un prodotto pronto in pochi minuti può diventare interessante.

Ne abbiamo già parlato in sostituti pasto: una scelta consapevole quando il tempo è poco, dove il punto di partenza è proprio la vita reale: quelle giornate in cui l’alternativa non è tra il sostituto del pasto a un pranzo preparato con calma, ma magari tra il sostituto, saltare completamente il pasto o mangiare la prima cosa disponibile.

La praticità, però, non dovrebbe farci smettere di fare domande. Pratico non significa automaticamente adatto a sostituire un pasto, così come proteico non significa automaticamente completo. Un frullato proteico può essere perfettamente coerente con lo scopo per cui è stato formulato; un sostituto del pasto risponde a un’esigenza differente. Non dobbiamo trasformare l’uno nell’altro soltanto perché entrambi possono finire nello stesso shaker.

Ed è forse questa la cosa più semplice da ricordare quando ci troviamo davanti a tante confezioni apparentemente simili: prima decidiamo che cosa ci serve, poi scegliamo il prodotto punto non il contrario.

Rimane però una domanda che inevitabilmente arriva quando si parla di sostituti del pasto: possono davvero aiutare a dimagrire?

La risposta merita un approfondimento tutto suo perché sostituire un pasto e perdere peso non sono la stessa cosa. Ed è proprio da questa domanda che continueremmo il nostro percorso sui sostituti del pasto.

Se nel frattempo hai bisogno di un supporto per fare la scelta più giusta per te contattami come sempre sarò felice di dedicare il mio tempo a te per aiutarti a fare la scelta migliore.

Ciascun prodotto Snep è garantito per 30 giorni, come indicato nelle condizioni di vendita. La garanzia è applicabile anche alle confezioni vuote, è bene custodire lo scontrino, perché sarà richiesto in caso di rimborso. 

Inoltre, l’azienda Snep è socio attivo AVEDISCO. La prima azienda italiana che rappresenta le più importanti realtà industriali e commerciali, italiane ed estere che utilizzano la Vendita Diretta per la distribuzione a domicilio dei loro prodotti/ servizi.

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