Da piccola ha iniziato molto presto ad avere problemi con alcuni prodotti che entravano in contatto con la mia pelle. Cosmetici, creme, profumi e perfino prodotti utilizzati nella pulizia quotidiana: nel corso degli anni ne ho provati tantissimi, passando da marche poco conosciute a prodotti acquistati in farmacia, in erboristeria o in negozi specializzati pensando ogni volta che cambiando prodotto avrei finalmente trovato quello giusto per me.
Non è sempre andata cosi. In alcuni casi le reazioni sono state importanti e mi è capitato persino di ritrovarmi una vera e propria ustione sulla pelle. Oggi riesco anche a scherzarci sopra e alle mie amiche dico spesso: “Se volete sapere se è un prodotto vi può creare problemi, fatelo provare prima me!”. Naturalmente è una battuta, nata da tanti episodi che quando sono accaduti erano decisamente meno divertenti. Per molto tempo ho cercato la risposta nel posto sbagliato. Pensavo che bastasse scegliere una marca diversa, acquistare in un negozio specializzato oppure orientarmi verso prodotti presentati come più naturali. Poi ho capito che, prima ancora del nome scritto sulla parte anteriore della confezione, c’era qualcosa che avrei dovuto imparare a guardare sul retro: l’INCI.
Quella lista di parole che un tempo mi sembrava quasi indecifrabile è diventata per me una chiave di lettura importante. Non perché oggi, guardando un INCI, posso stabilire in pochi secondi se un cosmetico sia “buono” o “cattivo” -sarebbe una semplificazione – ma perché posso capire quali ingredienti contiene, riconoscere quelli che conosco e orientarmi molto meglio rispetto a quando sceglievo basandomi soltanto sulla marca o sulle parole riportate sulla confezione. Ed è proprio questo che voglio condividere con te. Non parleremo di pelle sensibile, allergie o di quali cosmetici acquistare: resteremo sull’INCI e proveremo a capire insieme come leggere l’INCI in un cosmetico, perché quei nomi possano sembrare complicati, ma quando conosciamo la logica con cui vengono riportati cominciamo finalmente ad averne un senso.
INCI: Cos’è e perché quei nomi sembrano così complicati?
Quando giriamo la confezione di una crema, di uno shampoo o di una qualsiasi altro cosmetico, dobbiamo cercare la parola ”Ingredients”. È lì che troviamo l’elenco degli ingredienti utilizzati per realizzare quel prodotto. Non si tratta di una scelta facoltativa del produttore. Il Regolamento europeo sui prodotti cosmetici (CE) n. 1223/2009 stabilisce che sull’imballaggio debba essere presente l’elenco degli ingredienti e definisce anche le modalità con cui deve essere riportato. A prima vista potremmo però rimanere un po’ spiazzati. Ci aspettiamo magari di trovare scritto semplicemente acqua, olio di mandorle o burro di karitè e incontriamo invece termini in latino, denominazioni chimiche e sigle.
C’è una ragione. Per l’etichettatura vengono utilizzati denominazioni comuni stabilite attraverso un glossario europeo, che tiene conto anche della International Nomenclature of Cosmetic Ingredients, cioè INCI. In questo modo uno stesso ingrediente può essere riconosciuto indipendentemente dal marchio del cosmetico o dal paese nel quale viene venduto. Ed è qui che vorrei rassicurarti su una cosa: non dobbiamo imparare a memoria tutti quei nomi. Io non credo che leggere consapevolmente un cosmetico significhi diventare formulatrici o chimiche. È molto più utile comprendere come è costruito l’elenco e sapere dove cercare quando incontriamo qualcosa che non conosciamo.
L’ordine degli ingredienti è la prima cosa da guardare
Esattamente come l’articolo: Come legge le etichette alimentari, anche in questo caso prendiamo idealmente una confezione e guardiamo insieme l’elenco. Potremmo trovare qualcosa del genere: Aqua, Glycerin, Caprylic/Capric Triglyceride, Cetearyl Alcohol, Butyrospermum Parkii Butter.… Non è necessario, almeno per il momento, sapere esattamente cosa faccia ciascuno di questi ingredienti. La prima informazione interessante è l’ordine in cui compaiono. La normativa europea stabilisce infatti che gli ingredienti siano indicati in ordine decrescente di peso del nel momento in cui vengono incorporati nel cosmetico. Questo significa che quelli presenti nelle prime posizioni hanno generalmente un peso maggiore nella formulazione rispetto a quelli che incontriamo successivamente.
Attenzione, però, perché qui troviamo una delle regole dell’INCI che più facilmente viene semplificata online. Gli ingredienti presenti in concentrazione inferiore all’1% possono essere indicati in qualsiasi ordine dopo quelli presenti in concentrazioni superiori all’1%. Di conseguenza, non possiamo prendere due ingredienti che si trovano verso la fine dell’elenco e concludere con certezza che quello scritto prima si è presente in quantità maggiore dell’altro. E soprattutto l’INCI normalmente non ci comunica le percentuali esatte: possiamo comprendere l’ordine previsto dalla normativa, ma non trasformare quell’ordine in una formula quantitativa che l’etichetta non ci fornisce.
Questo è importante anche quando sulla parte anteriore della confezione viene messo in grande evidenza un determinato ingrediente. Girare il prodotto e cercarlo nell’INCI ci permette di vedere dove compare nell’elenco, ma la sua posizione, da sola, non basta per stabilire quanto sia efficace l’intera formulazione. È una delle ragioni per cui ho smesso di considerare l’INCI come una pagella con ingredienti verdi e ingredienti rossi. E’ una lista da interpretare, non una classifica.
Acqua, nomi botanici, parfum ECI: impariamo a riconoscerli
Una volta capita la regola dell’ordine, quella lunga lista comincia già a fare un po’ meno paura. Possiamo quindi riconoscere alcune denominazioni che incontreremo piuttosto frequentemente. Acqua, per esempio, significa semplicemente acqua e non è affatto insolito trovarla all’inizio di creme, detergenti e numerose altre formulazioni. Quando troviamo ingredienti di origine botanica, invece, possiamo incontrare denominazioni che sembrano ancora più difficili perché fanno riferimento alla nomenclatura botanica. Invece di scoraggiarmi davanti a un nome latino, io lo considero semplicemente un nome da identificare: se non lo conosco, posso cercarlo.
Ci sono poi due parole che avrai sicuramente incontrato: Parfum e Aroma la normativa europea prevede che le composizioni profumanti e aromatiche e le relative materie prime possano essere indicate nell’elenco proprio attraverso questi termini. Alcune sostanze profumanti tuttavia sono soggette a specifici obblighi di indicazione individuale quando superano determinate concentrazioni previste dalla normativa. Questo è un buon esempio ed è il motivo per cui non conviene interpretare l’INCI attraverso regole troppo semplici. Leggere parfum non significa conoscere automaticamente ogni componente della composizione profumante, mentre la presenza separata di determinate sostanze può dipendere proprio dagli obblighi di etichettatura previsti.
Potresti incontrare anche sigle come CI seguite da un numero. In questo caso siamo davanti alla nomenclatura Colur Index, utilizzata, quando applicabile, per identificare i coloranti. Nei cosmetici decorativi commercializzati in più tonalità possiamo trovare anche l’indicazione “può contenere” oppure il simbolo +/-, seguite da possibili coloranti utilizzati nella gamma. Un’altra indicazione interessante è [nano] quando un ingrediente presente sotto forma di nanomateriale, il regolamento prevede che questo avvenga chiaramente indicato nell’elenco e che alla sua denominazione segua la dicitura “nano” tra parentesi.
Non dobbiamo necessariamente ricordarci tutto la prima volta che leggiamo un’etichetta. Quello che conta è iniziare a riconoscere la struttura: dopo qualche INCI, termini che inizialmente sembravano incomprensibili diventano molto più familiari.
Non conosci un ingrediente? Ecco dove puoi cercarlo
Arriviamo alla situazione che probabilmente capita più spesso: troviamo un nome che non abbiamo mai visto. La tentazione è prendere il telefono, scrivere su Google e fermarci al primo risultato che ci dice se quell’ingrediente è “buono” oppure è “cattivo”. Io farei un passaggio diverso e partirei da una fonte ufficiale. La commissione europea mette a disposizione Coslng, un database dedicato alle sostanze di ingredienti cosmetici. Possiamo cercare un ingrediente anche attraverso il suo nome INCI e ottenere informazioni che ci aiutano a identificarlo e a comprenderne la funzione cosmetica.
Coslng- Database degli ingredienti cosmetici della commissione europea.
C’è però un particolare molto importante che la stessa commissione sottolinea: il fatto che un nome INCI compaia nel database Coslng non significa automaticamente che quell’ingrediente sia autorizzato per qualsiasi utilizzo cosmetico. Coslng è uno strumento informativo e non ha, da solo, valore giuridico; per sapere se e a quali condizioni una sostanza può essere utilizzata bisogna fare riferimento al regolamento sui cosmetici e ai suoi allegati. Questo forse sembra un dettaglio tecnico, ma secondo me ci insegna qualcosa di molto semplice: quando cerchiamo di capire un ingrediente, la fonte conta. Un database ufficiale può aiutarci a capire cosa stiamo leggendo molto meglio di un giudizio secco trovato casualmente online.
Cosa ci dice davvero l’inci- e cosa non può dirci
Se siamo arrivati fin qui, possiamo finalmente girare una confezione senza sentirci davanti ad una lingua completamente sconosciuta. Sappiamo dove trovare l’elenco, conosciamo la logica generale dell’ordine degli ingredienti, abbiamo imparato a riconoscere alcune indicazioni ricorrenti e, soprattutto, sappiamo dove cercare quando un nome non ci dice nulla. Ma c’è un ultimo passaggio al quale tengo particolarmente: non chiediamo all’INCI di raccontarci più di quanto possa realmente raccontarci.
L’INCI ci permette di sapere quali ingredienti sono dichiarati nel cosmetico e ci dà informazioni utili attraverso la loro nomenclatura e il loro ordine. Non ci fornisci però normalmente la formula completa con le percentuali di ogni ingrediente e, letto da solo, non ci permette di stabilire automaticamente che un cosmetico sia migliore di un’altro. Allo stesso modo eviterei la divisione troppo facile tra naturale uguale buono e sintetico uguale cattivo. Capisco molto bene perché si possa arrivare a ragionare in questo modo- io stessa, dopo l’esperienza che ho avuto, per molto tempo ho cercato risposte semplici ma un ingrediente va compreso per ciò che è, per la funzione che svolge e nel contesto della formulazione in cui viene utilizzato.
Ed è forse questa è la cosa più importante che leggere l’INCI mi ha insegnato: non scegliere soltanto attraverso ciò che promette la parte anteriore della confezione, ma imparare anche a girarla.
Non serve conoscere ogni parola e non serve diventare esperti di cosmetologia. La prossima volta che prenderai in mano una crema, uno shampoo o un’altro cosmetico, prova più semplicemente a cercare “Ingredients”, guarda quali sono i primi componenti, riconosci ciò che già conosci e, quando trovi un nome nuovo, prendi qualche minuto per capire che cosa sia attraverso una fonte affidabile. Quella lista non sarà improvvisamente diventata semplice, ma non sarà più neppure una sequenza di parole senza significato. Ed è proprio da qui che, secondo me, comincia un modo più consapevole di leggere ciò che scegliamo di utilizzare ogni giorno.
Se poi, dopo aver letto l’INCI di un prodotto, hai ancora dei dubbi e vuoi orientarti meglio tra le informazioni riportate sull’etichetta, puoi contattarmi non per decidere al posto tuo quale cosmetico acquistare ma per provare a leggere insieme ciò che hai davanti e capire da dove partire.
Ciascun prodotto Snep è garantito per 30 giorni, come indicato nelle condizioni di vendita. La garanzia è applicabile anche alle confezioni vuote, è bene custodire lo scontrino, perché sarà richiesto in caso di rimborso.
Inoltre, l’azienda Snep è socio attivo AVEDISCO. La prima azienda italiana che rappresenta le più importanti realtà industriali e commerciali, italiane ed estere che utilizzano la Vendita Diretta per la distribuzione a domicilio dei loro prodotti/ servizi.
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