La secchezza vaginale è uno di quei fastidi di cui non sempre si parla volentieri. Magari te ne sei accorta da poco: senti la zona più sensibile, qualche volta avverti il bruciore oppure durante un rapporto qualcosa che prima è naturale è diventato fastidioso. E forse hai aspettato un po’ prima di cercare informazioni, pensando che sarebbe passato da solo.
Quando succede, è facile iniziare a chiedere se ci sia qualcosa che non va. Vorrei però partire proprio da qui: non sentirti in imbarazzo per quello che stai vivendo e, sopratutto, non pensare di doverlo semplicemente sopportare. La secchezza vaginale è piuttosto comune, può comparire in momenti diversi della vita e non riguarda soltanto la menopausa. Il punto non è trovare in fretta qualcosa da applicare, ma cercare di capire perché il tuo corpo si sta comportando diversamente dal solito.
Gli ormoni possono avere un ruolo importante perché influenzano anche i tessuti e la lubrificazione vaginale ma non sono l’unica spiegazione possibile. La secchezza può comparire per esempio durante l’allattamento, essere favorite da alcuni farmaci o accompagnare determinate condizioni. A volte, però, vale la pena guardare anche gesti molto più semplici della nostra quotidianità. Quando sentiamo bruciore o irritazione possiamo avere la tentazione di lavarci più spesso, utilizzare un detergente che ci faccia sentire più fresche o ricorrere a prodotti profumati e lavande vaginali. Lo facciamo pensando di proteggerci, mentre in una zona così delicata può reagire esattamente al contrario.
È uno dei motivi per cui insisto spesso sull’importanza di un’igiene intima e rispettosa. Non serve fare di più: spesso serve capire cosa stiamo facendo e se è davvero adatto a noi. Nell’articolo che ho dedicato all’igiene intima e femminile ho parlato proprio di alcune convinzioni molto diffuse che, nonostante le buone intenzioni, possano non aiutare l’equilibrio della zona intima.
C’è poi un momento in cui la secchezza può diventare particolarmente difficile da vivere: l’intimità con il partner. Può capitare che un rapporto inizi a provocare attrito bruciore o dolore e che da quel momento qualcosa cambi anche dentro di noi. Se una volta fatto male, la volta successiva potrebbe essere meno rilassante perché, ancora prima di iniziare, stiamo già pensando: ”E se succede di nuovo?”.
Vorrei soffermarmi su questo perché la lubrificazione femminile non funziona come un interruttore. Non dipende soltanto da ciò che succede fisicamente nella vagina. Contano l’eccitazione, il tempo di cui abbiamo bisogno, la tranquillità, il rapporto con il partner e anche come stiamo vivendo quel particolare periodo della nostra vita. Stress, stanchezza e preoccupazioni possono seguirci anche sotto le lenzuola. Questo non significa che il dolore sia ”nella nostra testa”, ma che corpo di emozioni non vivono in due stanze separate.
E soprattutto non significa che dobbiamo stringere i denti. Se un rapporto fa male, fermarsi va bene. Se continua a fare male, vale la pena capire perché.
Quando la secchezza non è l’unico segnale
Non tutte le donne descrivono la secchezza nello stesso modo. C’è chi parla semplicemente di poca lubrificazione chi invece sente soprattutto bruciore, prurito o irritazione. A volte possono esserci perdite diverse dal solito, piccoli sanguinamenti oppure disturbi di urinari.
È qui che ti metterai a fare attenzione al fai da te. Quando sentiamo fastidio intimo, la voglia di risolvere velocemente è comprensibile: compriamo un prodotto, proviamo un rimedio consigliato da un’amica, cerchiamo qualcosa di naturale. Se non funziona, ne proviamo un’altro. Il problema è che bruciore, prurito e dolore non appartengono esclusivamente alla secchezza vaginale e possono essere presenti anche in caso di irritazione, infezioni o altre condizioni che hanno bisogno di essere riconosciute correttamente.
Non serve spaventarsi per ogni piccolo cambiamento. Serve, però, imparare a non ignorare ciò che continua a tornare. Anche il microbiota vaginale fa parte di questo equilibrio. La vagina ospita naturalmente una comunità di microrganismi che contribuisce a mantenere determinate caratteristiche dell’ambiente vaginale. È un piccolo ecosistema e,a come tutti gli ecosistemi, può risentire di ciò che accade intorno a lui. Se vuoi capire meglio come funziona, ne ho parlato nell’approfondimento dedicato al microbiota vaginale e all’equilibrio intimo.
Ci tengo però a chiarire una cosa: questo non significa che ogni episodio di secchezza dipenda da un microbiota alterato e nemmeno che basti assumere un probiotico per risolverlo. Quando si parla di intimità femminile diffido sempre delle spiegazioni che fanno sembrare tutto semplice: hai questo sintomo, quindi prendi questo prodotto. Il corpo raramente ragiona in maniera così lineare.
Ed è anche il motivo per cui, se mi chiedessi ”Paola, allora cosa devo usare?”, Probabilmente prima ti fai qualche domanda.
Da quanto tempo succede? La secchezza è sempre presente oppure la senti soprattutto durante i rapporti? C’è anche prurito o bruciore? Hai notato perdite diverse dal solito? Hai cambiato detergente? Stai assumendo qualche farmaco? È cambiato qualcosa nella tua vita nell’ultimo periodo?
Non ti farei queste domande per complicare le cose, ma proprio per evitare di darti una risposta uguale a quella che darei a qualsiasi altra donna.
Esistono lubrificanti e idratanti vaginali formulati appositamente per questa zona e possono essere utili in determinate situazioni. Non sono però la stessa cosa: un lubrificante viene utilizzato soprattutto per le ridurre l’attrito durante i rapporti, mentre un idratante vaginale ha una funzione diversa e può essere utilizzato indipendentemente dall’attività sessuale. In altre situazioni possono essere necessari trattamenti specifici, che sarà il medico o il ginecologo a valutare.
Quello che eviterei è applicare prodotti cosmetici generici o preparazioni casalinghe sulle mucose soltanto perché qualcuno le definisce” naturali”. Su questo preferisco essere molto chiara: naturale non significa automaticamente delicato, sicuro o adatto a te.
Se la secchezza dura nel tempo, continua a ripresentarsi, rende dolorosi rapporti oppure si accompagna a perdite di solite, sanguinamento o altri sintomi, parlane con il medico con il ginecologo. Non perché tu debba pensare subito che ci sia qualcosa di serio, ma perché meriti di capire cosa sta succedendo invece di continuare a convivere con il fastidio .
E se prima ancora di cercare un’altro prodotto senti il bisogno di raccontare a qualcuno quello che stai vivendo puoi scrivermi. Possiamo partire dalle tue abitudini, dall’igiene intima, dall’alimentazione e da quello che è cambiato nella tua quotidianità, cercando di mettere insieme i diversi pezzi senza giudizio o senza soluzione preconfezionate. Se emergerà qualcosa che richiede una valutazione medica, sarò la prima a dirtelo.
A volte si rimanda una conversazione così perché ci sente un po’ a disagio a iniziarla. Con me non hai bisogno di trovare le parole giuste. Puoi semplicemente partire da quello che senti.
Ciascun prodotto Snep è garantito per 30 giorni, come indicato nelle condizioni di vendita. La garanzia è applicabile anche alle confezioni vuote, è bene custodire lo scontrino, perché sarà richiesto in caso di rimborso.
Inoltre, l’azienda Snep è socio attivo AVEDISCO. La prima azienda italiana che rappresenta le più importanti realtà industriali e commerciali, italiane ed estere che utilizzano la Vendita Diretta per la distribuzione a domicilio dei loro prodotti/ servizi.
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Le informazioni contenute in questo articolo hanno uno scopo informativo e divulgativo e non ssotituiscono il parere, la diagnosi o il trattamento del medico o del ginecologo.



