Questo sito non è di proprietà di Snep ma di un Distributore Indipendente Snep

Da dove arriva l’acqua del rubinetto?

Donna che riempie un bicchiere con l'acqua del rubinetto

Indice:

Ogni mattina apriamo il rubinetto senza pensarci troppo. Riempiamo la moka, un bicchiere, la pentola per cucinare e l’acqua è lì, pronta per essere utilizzata. È un gesto talmente abituale che difficilmente ci chiediamo dove fosse quell’acqua prima di arrivare nella nostra cucina e, soprattutto, cosa le sia successo durante il percorso.

Anch’io, prima di iniziare ad approfondire questo argomento, pensavo soprattutto all’acqua che avevo davanti. Mi interessava sapere cosa bevevo, quali caratteristiche avesse e se ci fossero differenze tra una soluzione e un’altra. Poi, andando un po’ più a fondo, mi sono resa conto che continuavo a guardare soltanto la fine della storia. Perché il rubinetto non è il punto da cui parte l’acqua: è il punto in cui termina un viaggio che può essere molto lungo.

Ed è proprio questo viaggio che vorrei fare insieme a te, senza trasformarlo in una lezione sul funzionamento degli acquedotti. Partiamo semplicemente dall’acqua, seguiamola mentre attraversa le diverse tappe che la portano verso casa e vediamo cosa accade prima che arrivi nel nostro bicchiere.

Prima di arrivare all’acquedotto, l’acqua deve venire da qualche parte

Quando diciamo “acqua dell’acquedotto” potremmo immaginare che tutto cominci lì, quasi ci fosse un grande serbatoio dal quale parte l’acqua destinata alle nostre case. In realtà il viaggio comincia prima, perché l’acqua deve innanzitutto essere prelevata da una risorsa disponibile sul territorio.

A seconda della zona in cui viviamo, può provenire da acque sotterranee, sorgenti oppure acque superficiali. Non tutta l’Italia, quindi, beve acqua che ha avuto la stessa origine e anche territori relativamente vicini possono essere serviti attraverso sistemi di approvvigionamento differenti.

È già una prima informazione interessante, perché ci porta a cambiare leggermente domanda. Invece di chiederci genericamente “da dove arriva l’acqua del rubinetto?”, possiamo iniziare a domandarci “da dove arriva quella che bevo io?”.

Per scoprirlo possiamo partire dal gestore del servizio idrico della nostra zona, che mette a disposizione informazioni sull’acqua distribuita e, a seconda del gestore, anche sulla sua provenienza e sulle caratteristiche delle diverse zone di fornitura.

La normativa utilizza per tutto questo percorso l’espressione filiera idro-potabile. Il nome sembra complicato, ma descrive semplicemente l’insieme delle fasi che interessano l’acqua dalla risorsa fino alla distribuzione e al punto in cui viene utilizzata. Se vuoi approfondire anche la parte normativa, puoi consultare direttamente il Decreto Legislativo 23 febbraio 2023, n. 18 su Normattiva, successivamente modificato dal D.Lgs. 102/2025.

Noi, però, possiamo lasciare da parte il linguaggio legislativo e continuare a seguire la nostra acqua, perché per arrivare dalla sua origine fino alla cucina deve ancora percorrere parecchia strada.

Cosa succede all’acqua prima che venga distribuita?

Una volta prelevata, l’acqua non viene semplicemente indirizzata verso le nostre case. Le caratteristiche della risorsa di partenza vengono valutate e, quando necessario, l’acqua viene sottoposta ai trattamenti previsti affinché possa essere distribuita per il consumo umano.

Questo è un passaggio sul quale è facile fare confusione, perché potremmo immaginare che tutta l’acqua venga sottoposta allo stesso procedimento. In realtà non è così: la normativa contempla sia acque trattate sia non trattate, purché rispettino i requisiti previsti per l’acqua destinata al consumo umano. Le caratteristiche della fonte da cui si parte, quindi, hanno la loro importanza.

Tra i processi che possono essere utilizzati rientra anche la disinfezione, ma non voglio portarci troppo lontano entrando nei singoli trattamenti. Quello che ci interessa capire è che tra il luogo dal quale l’acqua viene prelevata e il nostro rubinetto esiste un sistema di gestione e controllo che accompagna il suo percorso. Il Ministero della Salute – Qualità dell’acqua raccoglie informazioni e approfondimenti istituzionali sul tema, mentre la normativa stabilisce requisiti, controlli e responsabilità lungo la filiera.

E proprio parlando di controlli potremmo essere tentati di fermarci e aprire una parentesi enorme: quali sostanze vengono cercate? Quali valori dobbiamo guardare? Come possiamo capire se un numero è alto oppure basso?

Sono domande importanti, ma appartengono a un altro momento del nostro percorso. Se hai già trovato i risultati pubblicati dal gestore della tua zona e ti sei ritrovata davanti a una tabella apparentemente incomprensibile, nell’articolo Analisi dell’acqua: come leggerle davvero ho cercato proprio di tradurre quei numeri in qualcosa di più semplice da capire.

Qui invece continuiamo il viaggio, perché la nostra acqua deve ancora raggiungere casa.

Dall’acquedotto alla nostra strada: il viaggio che non vediamo

Una volta che l’acqua può essere immessa nella rete di distribuzione comincia probabilmente la parte meno visibile di tutto il percorso. Mentre camminiamo per strada, facciamo la spesa o accompagniamo i bambini a scuola, sotto i nostri piedi esiste una rete di infrastrutture e tubazioni che permette all’acqua di raggiungere quartieri, edifici e abitazioni.

A seconda delle caratteristiche del territorio e del sistema possono esserci serbatoi, impianti di sollevamento e altre strutture necessarie per garantire la distribuzione. Non è necessario conoscerne ogni dettaglio per comprendere ciò che ci interessa davvero: l’acqua che troviamo ogni giorno in cucina non compare magicamente quando apriamo il rubinetto, ma arriva fino a noi attraverso una rete che lavora continuamente senza che ce ne accorgiamo.

A un certo punto di questo percorso raggiunge quello che la normativa definisce punto di consegna, normalmente collegato al punto in cui l’allacciamento incontra l’impianto dell’utente. Ed è qui che avviene un passaggio che trovo particolarmente interessante, perché l’acqua lascia idealmente la grande rete che abbiamo seguito finora ed entra nel nostro edificio.

Potremmo pensare che il viaggio sia terminato, ma manca ancora un pezzo, e probabilmente è quello che ci riguarda più da vicino.

L’ultimo tratto del viaggio avviene proprio dentro casa

Dal punto di consegna l’acqua prosegue attraverso l’impianto interno dell’edificio fino ad arrivare al punto in cui effettivamente la utilizziamo. In altre parole, prima di riempire il nostro bicchiere deve attraversare l’ultimo tratto di tubazioni che appartiene alla realtà in cui viviamo.

Questo aiuta anche a comprendere perché conoscere l’acqua distribuita dal gestore e conoscere la situazione specifica dell’acqua al nostro rubinetto siano due aspetti collegati, ma non perfettamente sovrapponibili. Due famiglie possono essere servite dallo stesso acquedotto e vivere, per esempio, in edifici costruiti in periodi differenti, con impianti interni diversi.

Non significa che dobbiamo iniziare a preoccuparci delle tubazioni ogni volta che beviamo un bicchiere d’acqua. Significa semplicemente che anche l’ultimo tratto fa parte del viaggio e che, se vogliamo conoscere davvero la situazione della nostra abitazione, dobbiamo considerarlo.

È proprio per evitare di ripetere qui un argomento che abbiamo già approfondito che preferisco rimandarti a Come capire se l’acqua di casa è davvero buona da bere, dove partiamo dalla situazione concreta dell’abitazione e vediamo quali elementi possiamo prendere in considerazione.

Ed è arrivata a questo punto che, almeno per me, la domanda cambia. Dopo aver cercato di capire da dove arriva l’acqua e quale percorso compie, viene spontaneo chiedersi: una volta arrivata al mio rubinetto, voglio utilizzarla così com’è oppure preferisco trattarla ulteriormente prima di berla?

Quando il viaggio finisce, comincia la nostra scelta

Questa è una domanda alla quale non credo si debba rispondere automaticamente con un sì o con un no. Prima di scegliere qualsiasi sistema domestico, preferisco partire dall’acqua che abbiamo realmente a disposizione, dalle nostre abitudini e soprattutto dal risultato che vogliamo ottenere.

È anche il motivo per cui non amo l’idea di scegliere un depuratore soltanto perché qualcuno ci ha detto che “depura l’acqua”. Esistono tecnologie differenti, con caratteristiche e finalità diverse, e una scelta ha molto più senso quando sappiamo perché la stiamo facendo. Se sei proprio in questa fase, nell’approfondimento Come scegliere un depuratore d’acqua possiamo continuare il ragionamento senza appesantire questo viaggio con argomenti che meritano uno spazio tutto loro.

Tuttavia mi sembra corretto spendere due parole di un prodotto che amo

Nel mio lavoro mi occupo anche di Hydropura, ed è proprio qui che questo sistema entra naturalmente nel discorso. Non perché l’acqua che arriva dall’acquedotto debba automaticamente essere trattata a casa, ma perché alcune persone, dopo essersi informate sulla propria acqua e aver valutato le proprie esigenze, desiderano intervenire direttamente al punto d’uso.

Se vuoi capire meglio di cosa si tratta, puoi leggere il mio approfondimento dedicato a Hydropura. Preferisco però che quel passaggio venga dopo, non prima: prima capiamo l’acqua che abbiamo, poi valutiamo ciò che vogliamo ottenere e soltanto a quel punto possiamo parlare seriamente della soluzione più adatta.

E così siamo finalmente tornati dove avevamo iniziato, davanti al rubinetto.

Solo che adesso, quando vediamo l’acqua riempire il bicchiere, sappiamo che quello è semplicemente l’ultimo istante di una storia cominciata molto prima. Quell’acqua ha avuto un’origine, è entrata in un sistema di approvvigionamento, è stata controllata e, quando necessario, trattata; ha percorso la rete di distribuzione, è arrivata al nostro edificio e infine ha attraversato l’ultimo tratto che la separava da noi.

Conoscere questo percorso non significa complicare un gesto semplice come bere un bicchiere d’acqua. Per me significa esattamente il contrario: avere qualche informazione in più per poter scegliere con maggiore consapevolezza ciò che facciamo ogni giorno.

Se dopo aver letto questo articolo ti è venuta voglia di capire meglio proprio l’acqua che arriva a casa tua, oppure stai valutando un sistema di trattamento e vuoi sapere se Hydropura può avere senso per le tue esigenze, possiamo partire da lì.

Non hai bisogno di conoscere membrane, filtri o termini tecnici prima di contattarmi. Raccontami semplicemente che acqua utilizzi, cosa vorresti migliorare e quali dubbi hai; poi possiamo ragionarci insieme e capire quale strada può essere più adatta alla tua situazione.

{elementor-template id=”2325″]

Se ti è piaciuto l'articolo condividilo

Altri articoli che potrebbero interessarti

Linea guida alimentazione

Vuoi consultare il Catalogo Prodotti Snep? Scarica subito il catalogo dei prodotti Snep per poter consultare tutta l’offerta Snep!
Compila il modulo qui sotto per ricevere subito tutti e quattro i cataloghi Snep sulla tua email!
Ps: Se non ricevi la mail controlla nello SPAM e inserisci la nostra email nei mittenti attendibili!