Ti è mai capitato di metter il tuo profumo al mattino, sentirlo chiaramente appena vaporizzato e avere l’impressione virgola dopo qualche ora, che sia completamente scomparso? Magari avvicini il polso al naso, certi la fragranza sui vestiti e pensi che abbia poca persistenza punto poi incontri qualcuno che ti dice: ”Che buon profumo, cosa indossi?” è inavitabile ti chiedi come sia possibile che gli altri riescono ancora a sentirlo mentre tu quasi non lo percepisci più. La spiegazione non riguarda necessariamente la qualità del profumo e nemmeno la sua durata. In alcuni casi la fragranza è ancora presente, ma il nostro sistema olfattivo ha progressivamente ridotto l’attenzione nei suoi confronti. È un fenomeno molto interessante perché ci ricorda che, quando parliamo di profumi, non esiste soltanto ciò che viene vaporizzato sulla pelle: dall’altra parte c’è il nostro olfatto, che interpreta continuamente gli stimoli che riceve e modifica la propria risposta quando uno di questi rimane presente a lungo.
Il profumo è davvero scomparso?
Per capire cosa succede possiamo partire da un’esperienza che probabilmente abbiamo vissuto tutti. Entriamo in una casa, in un negozio o in qualsiasi ambiente nel quale è presente un odore particolare e lo percepiamo immediatamente; trascorso un po’ di tempo, però, quello stesso odore sembra diventare progressivamente meno evidente. No significa che sia sparito dall’ambiente. Siamo noi ad esserci abituati alla sua presenza.
In ambito scientifico si parla di adattamento e abituazione olfattiva, due fenomeni collegati ma non perfettamente sovrapponibili. In termini semplici, l’esposizione ripetuta o prolungata a un determinato odore può determinare una diminuzione della risposta nei suoi confronti. La letteratura scientifica sull’olfatto mostra inoltre che questa riduzione della sensibilità tende a essere specifica per lo stimolo al quale siamo esposti e che la percezione può recuperare dopo un periodo nel quale quell’odore non è più presente. È uno dei motivi per cui il profumo che indossiamo ogni giorno può diventare quasi invisibili al nostro naso pur continuando a essere percepito da chi ci incontra. Fonte: La review Habituation and adaptation to odors in humans, pubblicata su Physiology & Behavior
Perché gli altri sentono il mio profumo e io no?
Quando indossiamo una fragranza siamo esposti al suo odore praticamente senza interruzioni. La persona che incontriamo alcune ore più tardi, invece, entra nella nostra scia olfattiva per la prima volta e riceve uno stimolo che per il suo naso è nuovo. Questa differenza aiuta a spiegare una situazione apparentemente paradossale: noi possiamo essere convinti che il profumo sia ormai svanito mentre chi ci sta accanto continua a percepirlo perfettamente.
Dalton e Wysocki hanno studiato anche gli effetti dell’esposizione prolungati agli odori e la conseguente riduzione delle loro percezioni. Grazie a questi studi abbiamo scoperto che, l’adattamento olfattivo ha una caratteristica particolarmente interessante. Gli studi mostrano che un’esposizione prolungata a un odore può ridurre la sensibilità verso quello stimolo e che, quando l’esposizione termina, la sensibilità tende gradualmente a recuperare. Non stiamo quindi parlando semplicemente di “stancare il naso”, come spesso si sente dire, ma di un comportamento documentato dal nostro sistema fattivo.
Fonte: The nature and duration of adaptation following long-term odor exposure- PubMed
Questo è anche uno dei motivi per cui consiglio di non giudicare immedatamente un profumo soltanto sulla base di quanto riusciamo a sentirlo noi stessi. Prima di concludere che “non dura”, può essere molto più utile chiedere a qualcuno vicino a noi se riesce ancora a percepilo.
Non sentire più il profumo non significa necessariamente che duri poco
Qui per me è importante separare due fenomeni che facilmente confondiamo: la diminuzione della fragranza sulla pelle e la diminuzione della nostra capacità di percepirla in quel momento non sono la stessa cosa.
Un profumo cambia realmente con il trascorre delle ore perché le diverse componenti della fragranza non hanno tutte la stessa volatilità. Nell’articolo Il profumo: l’essenza di essere donna ho già parlato delle note di testa, di cuore e di fondo e di come la percezione di una fragranza si trasformi dopo l’applicazione. Non ripeterò qui l’argomento, perché ciò che ci interessa è capire che questa evoluzione reale può sovrapporsi all’adattamento del nostro olfatto. Potremmo quindi trovarci davanti una frequenza effettivamente diventata più delicata dopo alcune ore, ma potremmo anche essere noi a percepirla meno intensamente. Nella vita quotidiana le due cose possono avvenire contemporaneamente ed è proprio per questo che stabilire la persistenza di un profumo annusandolo continuamente sul proprio polso non ha un metodo particolarmente affidabile.
Uno studio dedicato alle caratteristiche psicofisiche dell’adattamento olfattivo ha osservato l’esposizione ripetute o prolungate determinano tipicamente una diminuzione della sensibilità allo specifico odore e che intensità i tempi dell’adattamento dipendono, tra gli altri fattori, dalla concentrazione dello stimolo e dalla durata dell’esposizione. Fonte: Pychophysical and behavioral characteristics of olfactory adaptation
Perché con il profumo che uso sempre succede più facilmente?
Quando acquistiamo una nuova fragranza siamo particolarmente attenti alle sue sfumature. La sentiamo quando la vaporizziamo, ci accorgiamo della scia e spesso continuiamo a cercarla durante la giornata. Dopo settimane o mesi di utilizzo quotidiano quella fragranza diventa invece familiare e la continua esposizione può renderne meno evidente la percezione. È curioso pensare che proprio il profumo che abbiamo scelto perché ci rappresenta possa diventare, con il tempo, quello che noi percepiamo meno. Questo aspetto si collega bene a qualcosa di cui ho parlato in Profumi l’arte di raccontarsi: un odore non è soltanto una composizione di sostanze aromatiche ma entra nella nostra esperienza personale, si lega ai ricordi e può diventare parte del modo in cui ci riconosciamo noi stessi e gli altri. Una fragranza familiare, quindi, non necessariamente ha perso il suo carattere. Potrebbe semplicemente aver smesso di sorprenderci come faceva all’inizio.
Metterne di più può essere un errore
La reazione più spontanea quando non sentiamo più il nostro profumo è aumentare la quantità. Uno spruzzo in più sembra la soluzione più logica, ma se la causa è l’adattamento olfattivo rischiamo di ottenere esattamente il contrario di quello che desideriamo: noi continueremo a percepirlo poco mentre le persone che ci stanno vicino la fragranza potrebbe diventare molto intensa. Prima di aggiungere altro preferisco quindi un sistema è decisamente semplice: chiedere a qualcuno che non è stato continuamente esposto al nostro profumo se riesce ancora a sentirlo. Se la risposta è sì, abbiamo già un’indicazione utile e probabilmente non abbiamo bisogno di aumentare gli spruzzi.
Questo non significa che ogni profumo abbia automaticamente una lunga persistenza. La durata dipende anche dalla formulazione, dalle materie prime e dalla struttura della fragranza. Se vuoi capire meglio cosa si trova dietro una composizione profumata, nell’articolo come vengono poi formulati i profumi? approfondisco proprio come nasce una fragranza e quali elementi partecipano alla sua costruzione.
La persistenza vera e propria merita per un approfondimento separato: confonderlo con l’adattamento affettivo significherebbe cercare di rispondere a due domande diverse nello stesso articolo.
Possiamo tornare a sentir meglio il nostro profumo?
Fortunatamente adattamento non significa perdere la capacità di percepire definitivamente una fragranza. Gli studi sull’olfatto mostrano che, una volta interrotta l’esposizione, la sensibilità allo stimolo può recuperare progressivamente. Per questo, se indossi lo stesso profumo ogni giorno e hai l’impressione di non riuscire quasi più a sentirlo, può essere interessante lasciarlo da parte per qualche giorno oppure alternarlo con un’altra fragranza. Quando tornerai a utilizzarlo potresti accorgerti nuovamente di caratteristiche che erano diventate meno evidenti.
Non vedo quindi la necessità di cambiare un profumo che amiamo soltanto perché abbiamo iniziato a percepirlo meno. Prima cercherei di capire se è davvero la fragranza ad avere poca persistenza oppure sei diventata semplicemente troppo familiare il nostro olfatto.
E se il profumo non lo sente più nessuno?
A questo punto possiamo fare una distinzione pratica. Se dopo alcune ore tu non senti più il tuo profumo ma le persone intorno a te continuano a percepirlo, l’adattamento olfattivo puo spiegare ciò che sta accadendo. Se invece la fragranza diventa rapidamente impercettibile anche per gli altri, allora è ragionevole prenda in considerazione la sua effettiva persistenza.
Su quest’ultimo aspetto incidono diversi elementi e preferisco non affrontarli superficialmente qui. Quanto dura un profumo, perché alcune fragranze persistono più delle altre, dove applicarlo e quali comportamenti possono modificarne la durata saranno l’argomento di un approfondimento dedicato, evitando così di trasformare questo articolo in una guida generica all’utilizzo del profumo.
C’è poi un’ultima situazione che non va confusa con ciò di cui abbiamo parlato finora. Se improvvisamente non riesci più a percepire non soltanto il tuo profumo abituale, ma anche caffè, alimenti, saponi o altri odori normalmente riconoscibili, non parlerei semplicemente di adattamento a una fragranza. Una riduzione o perdita dell’olfatto più generale ha cause differente, soprattutto se persiste, merita una valutazione medica.
Forse il nostro profumo non è scomparso: siamo semplicemente diventati abituati alla sua presenza
Trovo affascinante che è una domanda apparentemente banale come “perché non sento più il mio profumo?” ci porti a osservare qualcosa che normalmente diamo per scontato: sentire un odore non dipende soltanto dall’odore stesso, ma anche dal modo in cui il nostro sistema olfattivo reagisce alla sua presenza nel tempo.
La prossima volta che avrai l’impressione che la fragranza sia svanita dopo poco, quindi, non avere fretta di aggiungerne altra o di concludere che il profumo non sia abbastanza persistente. Chiedi a qualcuno se riesce ancora a sentirlo, prova a interrompere l’utilizzo per qualche giorno e osserva cosa succede quando torni a indossarlo. Potressero scoprire che quel profumo non aveva mai smesso di accompagnarti: eri semplicemente diventato meno sensibile alla tua presenza.
E forse è anche questo uno degli aspetti più curiosi del rapporto che costruiamo con le fragranze. Alcune continuano a farsi notare, altre diventano così familiari da confondersi con noi.
Se stai cercando un profumo diverso, vuoi capire meglio le fragranze presenti sul sito oppure non sai quale possa avvicinarsi meglio ai tuoi gusti, scrivimi. Raccontami quali profumi hai utilizzato, quale note ami e quali invece non riesci a indossare: partire da ciò che il tuo olfatto già conosce e spesso molto più utile che scegliere semplicemente un nome da un catalogo.
Ciascun prodotto Snep è garantito per 30 giorni, come indicato nelle condizioni di vendita. La garanzia è applicabile anche alle confezioni vuote, è bene custodire lo scontrino, perché sarà richiesto in caso di rimborso.
Inoltre, l’azienda Snep è socio attivo AVEDISCO. La prima azienda italiana che rappresenta le più importanti realtà industriali e commerciali, italiane ed estere che utilizzano la Vendita Diretta per la distribuzione a domicilio dei loro prodotti/ servizi.
Contattaci per qualsiasi domanda come preferisci tramite i pulsanti qui sotto 🙂



