Quando un uomo mi racconta che il desiderio non è più quello di prima, mi accorgo spesso che dietro quelle parole c’è una preoccupazione che va molto oltre la sessualità. Può esserci la paura che qualcosa nel corpo sia cambiato, il dubbio che l’età cominci a farsi sentire oppure una domanda ancora più difficile da pronunciare: “Perché non mi sento più l’uomo che ero?”
È una domanda che non considero mai banale, perché per molti uomini desiderio, capacità sessuale e virilità sono legati molto più profondamente di quanto si riesca ad ammettere. Quando quella spinta che sembrava così naturale diventa meno presente, può vacillare anche la sicurezza in sé stessi e allora si comincia a cercare una spiegazione: il testosterone, l’età, qualche problema fisico o forse qualcosa che non funziona più come dovrebbe.
Prima di arrivare a una conclusione, però, come naturopata io preferisco conoscere la persona che ho davanti e capire cosa sta succedendo nella sua vita. Non è raro scoprire che quello stesso uomo da mesi dorme poco, affronta giornate molto impegnative, ha responsabilità che non riesce più a lasciare fuori dalla porta di casa e non ricorda nemmeno quando sia stata l’ultima volta in cui si è sentito veramente rilassato.
A quel punto la domanda cambia: e se il desiderio non fosse scomparso, ma facesse semplicemente fatica a trovare spazio in mezzo a tutto il resto?
Quando la giornata finisce, ma la testa continua a lavorare
Puoi chiudere il computer, tornare a casa, cenare e finalmente avere davanti qualche ora senza impegni, ma questo non significa necessariamente che tu sia riuscito a lasciare andare la giornata. A volte continuiamo mentalmente a risolvere problemi, ripensiamo a una conversazione, anticipiamo quello che dovremo affrontare domani oppure siamo semplicemente così stanchi da desiderare soltanto di non dover pensare più a nulla.
Se questa situazione dura qualche giorno, probabilmente non succede niente di particolare. Quando invece diventa il modo abituale di vivere le settimane, può cominciare a cambiare anche il modo in cui ci avviciniamo all’intimità. Non perché sia venuta meno l’attrazione verso la persona che abbiamo accanto e nemmeno perché ci sia necessariamente un problema sessuale, ma perché per lasciarsi coinvolgere dal desiderio abbiamo bisogno anche di riuscire, almeno per un momento, a essere presenti in ciò che stiamo vivendo.
È una cosa che vedo spesso sottovalutare. Siamo abituati a pensare che la stanchezza riguardi il corpo e lo stress riguardi la mente, mentre nella vita reale i confini sono molto meno netti: dormire male può renderci più vulnerabili alla tensione, una giornata mentalmente pesante può farci sentire fisicamente svuotati e, quando tutto questo continua nel tempo, anche ciò che normalmente ci dà piacere può sembrarci più lontano.
Se riconosci questa sensazione non soltanto nell’intimità, ma anche nel resto della giornata, può esserti utile leggere l’approfondimento dedicato a cortisolo e stress, dove parlo dei segnali che possono accompagnare i periodi in cui la tensione smette di essere occasionale e comincia a seguirci con troppa continuità.
Perché lo stress può influenzare anche il desiderio
Quando attraversiamo una situazione impegnativa, il nostro organismo mette in moto una risposta che ci aiuta ad affrontarla. È qualcosa di naturale e utile: abbiamo bisogno di essere pronti, concentrati e capaci di reagire. Il problema può nascere quando quella condizione non dura qualche ora o qualche giorno, ma si prolunga per settimane senza lasciare abbastanza spazio al recupero.
In quel momento potresti accorgerti che il sonno è diventato meno ristoratore, che hai meno pazienza, che ti senti stanco anche quando apparentemente non hai fatto uno sforzo fisico particolare oppure che fai più fatica a trovare entusiasmo nelle cose che normalmente ti piacciono. Il desiderio sessuale può inserirsi in questo quadro, non perché esista un rapporto automatico per cui “sei stressato, quindi perdi la libido”, ma perché anche la sessualità risente di come stai vivendo.
È proprio per questo che nell’articolo Perché il desiderio maschile può cambiare nel tempo ho voluto affrontare il tema da una prospettiva più ampia. Stress, sonno, alimentazione, relazione, condizioni fisiche e cambiamenti personali possono intrecciarsi, e concentrarsi su un solo elemento rischia di farci perdere di vista la storia della persona.
“Eppure sono sempre stato uno che regge lo stress”
Questa frase l’ho sentita molte volte e la comprendo. Ci sono uomini abituati da anni a sostenere ritmi intensi, risolvere problemi e andare avanti anche quando sono stanchi, perciò può sembrare strano che ciò che non aveva creato difficoltà prima cominci a farsi sentire proprio adesso.
Ma non attraversiamo tutta la vita con le stesse energie e nelle stesse condizioni. Nel frattempo possono essere aumentate le responsabilità, può essere cambiato il sonno, possiamo esserci mossi meno, aver attraversato un periodo emotivamente impegnativo oppure aver semplicemente accumulato stanchezza senza rendercene conto.
Molti uomini sanno resistere molto bene. Quello che qualche volta manca è l’abitudine a chiedersi quanto stia costando continuare a resistere.
Per questo non mi interessa soltanto sapere quando sia diminuito il desiderio. Mi interessa sapere che cosa stava succedendo nella tua vita quando hai iniziato ad accorgertene e, soprattutto, che cosa sta succedendo ancora oggi. A volte è proprio ricostruendo quei mesi che si comincia a vedere un collegamento che prima sembrava non esserci.
Quando il dubbio comincia a toccare la tua virilità
All’inizio puoi pensare semplicemente di essere stanco. Poi il desiderio continua a non essere quello che conoscevi e cominci inevitabilmente a fare confronti: con qualche mese fa, con qualche anno fa o con l’immagine che hai sempre avuto di te stesso.
Ed è qui che può nascere una preoccupazione più profonda. Non ti chiedi più soltanto perché hai meno voglia, ma inizi a domandarti se tu sia ancora capace di vivere la sessualità nello stesso modo e se questo cambiamento dica qualcosa sul tuo essere uomo.
Su questo vorrei essere molto chiara: la virilità non si misura dal numero di volte in cui desideri un rapporto e nemmeno dalla necessità di essere sempre pronto.
So bene, però, che dirlo è più facile che sentirlo davvero. Per molti uomini la sessualità è stata accompagnata per anni dall’idea che il desiderio debba essere spontaneo, frequente e quasi inesauribile. Quando non succede, può comparire una sensazione di inadeguatezza che aggiunge altra tensione a quella che già esisteva.
A quel punto rischia di succedere qualcosa di particolare: invece di vivere l’intimità, cominci a osservarti mentre la vivi. Cerchi di capire se hai abbastanza voglia, se il corpo risponde come dovrebbe e se la persona che hai accanto si sta accorgendo di qualcosa. Più hai bisogno di rassicurarti, più quel momento perde proprio la spontaneità che stai cercando di recuperare.
Questo è anche il punto in cui stress e ansia legata alla prestazione possono avvicinarsi, pur non essendo la stessa cosa. Dedicherò a quest’ultimo argomento uno spazio specifico, perché merita di essere affrontato senza confonderlo con il semplice calo del desiderio.
E se chi ti sta accanto pensasse che il problema sia lei?
Quando il desiderio cambia, raramente la situazione riguarda soltanto chi lo sta vivendo. Tu puoi sapere di essere stanco, preoccupato o con la testa altrove, mentre la persona accanto a te vede soprattutto che la cerchi meno e può interpretarlo come un segnale di distanza.
Se nessuno ne parla, ognuno comincia facilmente a costruire la propria spiegazione. Tu magari eviti l’argomento perché non sai ancora cosa ti stia succedendo, mentre il partner può chiedersi se non sia più desiderato o se qualcosa nella relazione sia cambiato.
Non occorre avere già tutte le risposte per parlarne. A volte spiegare semplicemente che stai attraversando un momento nel quale fai fatica a staccare e che il tuo minore desiderio non significa necessariamente minore attrazione può togliere molta pressione a entrambi.
Anche l’intimità può allora tornare a essere qualcosa che non deve necessariamente dimostrare nulla. Ritrovare contatto, complicità e vicinanza senza aspettarsi ogni volta un risultato può aiutare a ricostruire quello spazio che stress e preoccupazioni avevano lentamente occupato.
Desiderio ed erezione non sono la stessa cosa
Quando un uomo sente vacillare la propria sicurezza, è facile che metta insieme tutto: desiderio, erezione, energia e capacità sessuale. In realtà è importante capire che cosa sia cambiato davvero.
Puoi avere desiderio e attraversare una difficoltà nell’erezione, così come puoi avere una normale risposta fisica ma sentire meno interesse verso la sessualità. Sono situazioni diverse e meritano di essere comprese prima di cercare una soluzione.
Se il dubbio riguarda soprattutto la risposta erettile, l’articolo Potenza maschile: integratore rivoluzionario affronta proprio alcuni dei fattori che possono interferire con l’erezione e presenta il supporto che utilizzo in determinate situazioni. Non significa che quel prodotto sia automaticamente indicato per chi sta vivendo un periodo di stress: il collegamento serve piuttosto a permetterti di approfondire un problema diverso, se è quello che riconosci nella tua esperienza.
Prima di cercare qualcosa che aumenti il desiderio, capire cosa ti manca
Quando ci si sente meno energici e meno interessati alla sessualità, cercare un integratore è comprensibile. Il punto, per me, non è essere favorevole o contraria all’integrazione: è capire perché la stiamo utilizzando e che cosa vogliamo sostenere.
Se insieme al calo del desiderio senti soprattutto stanchezza, difficoltà di concentrazione e la sensazione di avere poche energie durante tutta la giornata, può essere interessante approfondire la Maca, alla quale ho dedicato l’articolo Maca: energia e focus. Non la considero una risposta automatica alla libido bassa, ma una pianta da conoscere all’interno di un discorso più ampio su energia e adattamento ai periodi impegnativi.
Un’altra possibilità che ho approfondito sul sito è il Cordyceps, un fungo utilizzato in micoterapia che tratto nell’articolo Cordyceps: vitalità maschile e femminile. Anche in questo caso preferisco parlare delle sue caratteristiche e spiegare in quali contesti può essere preso in considerazione, anziché presentarlo come la soluzione universale per il desiderio.
Se invece ciò che senti maggiormente è il bisogno di sostenere la sfera dell’intimità e vuoi conoscere una formulazione pensata specificamente in quella direzione, puoi leggere anche l’approfondimento dedicato a Tribux Blue per favorire l’intesa. Leggere questi contenuti non significa necessariamente aver trovato il prodotto giusto: significa avere qualche informazione in più per capire che supporti diversi rispondono a esigenze diverse.
Ed è esattamente il motivo per cui non amo partire dal nome di un integratore.
Prima del prodotto, alcune domande che farei anche a te
Se fossi seduto davanti a me, prima di consigliarti qualcosa vorrei sapere da quanto tempo senti questo cambiamento, se è arrivato lentamente oppure all’improvviso, come stai dormendo e con quanta energia arrivi alla sera. Vorrei capire se hai perso interesse soltanto verso la sessualità oppure se anche altre attività che prima ti davano piacere sono diventate meno coinvolgenti.
Ti chiederei anche una cosa apparentemente molto semplice: quando è stata l’ultima volta in cui ti sei sentito davvero rilassato senza avere subito dopo qualcosa da fare, qualcuno a cui rispondere o un problema da risolvere?
Non sono domande per ricondurre tutto allo stress. Al contrario, servono a evitare proprio questo errore. Se il cambiamento riguarda soltanto la sessualità, se è comparso improvvisamente o se ci sono altri segnali che non avevi mai avuto, è importante non fermarsi alla spiegazione più comoda.
Farmaci, condizioni fisiche, cambiamenti ormonali e altri fattori possono influire sul desiderio. Se la situazione persiste, ti preoccupa o è accompagnata da altri sintomi, il confronto con il medico è il modo corretto per escludere ciò che richiede un approfondimento sanitario.
Non devi tornare per forza all’uomo che eri
Quando qualcosa cambia, il desiderio più immediato è spesso quello di tornare indietro: alla stessa energia, allo stesso desiderio e alla stessa sicurezza che avevi qualche anno fa. Io proverei a guardarla in modo leggermente diverso.
Non credo che tu debba necessariamente recuperare l’uomo che eri. Credo sia più importante comprendere l’uomo che sei oggi, il momento che sta attraversando, quanto sta chiedendo alle proprie energie e che cosa potrebbe aver bisogno di cambiare per tornare a sentirsi presente anche nella propria intimità.
Questo non significa accettare passivamente una situazione che ti fa stare male. Significa non combatterla così in fretta da perdere l’occasione di comprenderla.
Se senti che stress, stanchezza, desiderio e sicurezza in te stesso stanno cominciando a confondersi e non sai più quale sia la causa e quale la conseguenza, durante una consulenza individuale possiamo partire proprio da qui. Prima di parlare di prodotti, ascolterò ciò che stai vivendo e valuteremo insieme quali aspetti meritano attenzione e se abbia senso prendere in considerazione un supporto specifico.
Perché quando un uomo mi dice “non mi sento più quello di prima”, per me il punto di partenza non è ciò che dovrebbe assumere.
È capire cosa è cambiato nella sua vita e cosa sta cercando di dirgli il suo corpo.



