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Alimentazione e cellulite: cosa mangiare e cosa limitare

Donna che prepara il prnzo nella cucina ddi casa

Indice:

Con il passare degli anni, capita sempre più spesso che noi donne ci guardiamo meno allo specchio. Questo perché vediamo il corpo che cambia, magari, compare la cellulite sulle cosce o sui glutei, ed una delle prime cose che siamo portati a mettere sotto accusa è ciò che mangiamo. Forse sto assumendo troppi zuccheri. Dovrei eliminare il sale. Devo bere più acqua. Magari dovrei iniziare con la dieta drenante che permette di farmi sentire più leggera in pochi giorni.

Sono domande che mi vengono rivolte spesso, ma c’è una cosa che vorrei chiarire subito: la cellulite non è la conseguenza di quello che abbiamo mangiato ieri sera. Quello che facciamo occasionalmente ha un peso molto diverso dalle abitudini che ci accompagnano per mesi e per anni. Una scarsa attenzione a ciò che portiamo ogni giorno in tavola, un’alimentazione poco equilibrata, le oscillazioni di peso e la sedentarietà possono contribuire nel tempo, ma non raccontano da sole tutta la storia della tua cellulite. Grazie ai miei studi di naturopatia e agli approfondimenti che ho dedicato negli anni all’alimentazione e alla nutrizione, ho imparato a guardare l’insieme prima del singolo alimento. E quello che cerco di trasmettere anche quando una persona mi domanda cosa dovrebbe eliminare dalla propria dieta: prima di togliere qualcosa, fermiamoci a osservare come mangiamo abitualmente.

Perché la cellulite può comparire anche in una donna magra, in una donna che fa sport o in una donna che presta già attenzione alla propria alimentazione. Predisposizioni, struttura dei tessuti, effetti ormonali, microcircolo e caratteristiche individuali possono intrecciarsi in maniera differente. Anche l’Istituto Superiore di Sanità sottolinea come le cause non siano completamente chiarite e come siano state proposte diverse concause, tra cui fattori genetici ormonali, alterazione del tessuto adiposo e del microcircolo. Fonte: ISS- cellulite

Questo non rende ciò che mettiamo nel piatto irrilevante, tutt’altro. Significa semplicemente attribuire all’alimentazione il ruolo che può avere, senza trasformarla nella causa o nella soluzione di tutto. Ed è qui che possiamo iniziare a cambiare la prospettiva.

Prima di eliminare qualcosa, guardiamo la nostra settimana

Quando una persona mi chiede quali alimenti dovrebbe eliminare per la cellulite, la prima cosa che mi interessa capire è come mangia normalmente. Possiamo togliere sale dall’insalata, ma se durante la settimana consumiamo frequentemente salumi, snack, salse, piatti pronti prodotti molto salati, probabilmente stiamo guardando il dettaglio e non l’insieme. Lo stesso accade con lo zucchero. Eliminare il cucchiaino del caffè può essere una scelta, ma vale la pena osservare anche quanto spazio occupano nella giornata bevande zuccherate, dolci, biscotti, e altri prodotti che consumiamo quasi senza rendercene conto. Le linee guida italiane del CREA vanno proprio in questa direzione: più frutta e verdura, cereali integrali e legumi, acqua durante la giornata, varietà nell’alimentazione e maggiore moderazione con sale, zuccheri, dolci e bevande zuccherate.

A volte cerchiamo un alimento speciale quando sarebbe molto più utile recuperare la normalità. Verdure diverse durante la settimana, frutta, legumi, cereali, pesce, uova e altre fonti proteiche, grassi nelle giuste quantità e acqua non hanno il fascino di una detta chiamata “anticellulite”, ma costruiscono qualcosa di molto più importante: un modo di mangiare che possiamo mantenere nel tempo. Ed è proprio il tempo a fare la differenza. Una pizza con gli amici, un aperitivo o una fetta di torta non cancellalo le buone abitudini nei giorni precedenti e non fanno comparire improvvisamente la cellulite. Allo stesso modo, tre giorni a base di centrifugati e alimenti “drenanti” non possono compensare mesi nei quali abbiamo prestato poca attenzione a ciò che mangiavamo.

Se vogliamo cambiare qualcosa, quindi, non abbiamo bisogno di sentirci in colpa per quello che abbiamo mangiato ieri. Abbiamo bisogno di osservare quello che facciamo quasi tutti i giorni.

Acqua, sale e ritenzione: facciamo un po’ di chiarezza

Quando si parla di alimentazione e cellulite, prima o poi arriviamo al sale. E insieme al sale arrivano inevitabilmente acqua, gonfiore e ritenzione. Qui è importante ricordare una distinzione che abbiamo già approfondito in cellulite e di ritenzione idrica non sono la stessa cosa, anche se possono presentarsi contemporaneamente. Per questo, se senti soprattutto gambe gonfie e pesanti o note variazioni evidenti nell’arco della giornata, ti consiglio di leggere anche l’approfondimento cellulite o ritenzione idrica? prima di attribuire tutto alla cellulite. Il sodio è un minerale necessario al nostro organismo, quindi eliminarlo non avrebbe alcun senso. Il problema è l’eccesso.

E spesso non ci rendiamo conto di quanto ne assumiamo perché pensiamo soltanto al sale che aggiungiamo con le nostre mani. In realtà una parte importante può arrivare da alimenti trasformati, prodotti pronti, salumi, formaggi, snack e condimenti. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità richiama l’attenzione proprio sul sodio proveniente dagli alimenti trasformati e raccomanda gli adulti di rimanere sotto i 5 grammi di sale al giorno.  Fonte: World Health Organization- Healthy diet.

Per fare questo vi ricordo sempre di leggere attentamente le etichette.

Non significa cominciare a mangiare piatti insipidi pensando che ogni granello di sale peggiori la cellulite. Significa imparare a riconoscere gli eccessi. E’ una differenza enorme, perché nel primo caso viviamo l’alimentazione come una rinuncia continua; nel secondo iniziamo semplicemente a conoscerla meglio. E poi c’è l’acqua. Quante volte abbiamo sentito dire: “Hai le cellulite? Devi bere tantissimo?”

Bere regolarmente durante la giornata è importante e le linee guida italiane raccomandano un’adeguata assunzione di acqua, ma non trasformerei questo consiglio nell’equazione più acqua= meno cellulite. Il nostro organismo è molto più complesso lo stesso vale per ananas, finocchi, cetrioli e tutti quegli alimenti che periodicamente conquistano l’etichetta di “anticellulite”. Possiamo mangiarli tranquillamente e sono ottimi alimenti da inserire in una dieta varia, ma non affiderei a nessuno di loro il compito di modificare da solo l’aspetto della nostra pelle.

Paola, allora cosa metto nel piatto?

E probabilmente la domanda che con questo punto mi faresti se fossimo seduti insieme a parlare. E la mia risposta non sarebbe una dieta prestampata. Ti chiederei piuttosto di raccontarmi come mangi durante una settimana normale, non durante quei tre giorni in cui sei particolarmente attenta perché hai deciso di metterti in riga.

Quante verdure diverse entrano nel tuo piatto? La frutta compare con regolarità? Alterni le fonti proteiche oppure finisci quasi sempre per mangiare le stesse cose? Ci sono legumi e pesce? Quanto spazio trovano cereali prodotti integrali? Bevi durante la giornata oppure arrivi a sera rendendoti conto di aver bevuto pochissimo? E quanto sono presenti snack, salumi, piatti pronti, bevande zuccherate e alimenti molto salati? Sono domande semplici, ma raccontano molto di più di una lista di 10 “cibi anticellulite”.

Frutta e verdura, per esempio, apportano acqua, fibra, vitamine, minerali e numerosi composti bioattivi e le linee guida CREA raccomandano di consumare quotidianamente più porzioni, variando il più possibile. Anche i cereali integrali e i legumi trovano un posto importante in un’alimentazione equilibrata. Non dobbiamo però trasformare nemmeno queste indicazioni in nuove regole rigide. Mangiare con maggiore attenzione non significa mangiare perfettamente. Significa costruire una base che funziona nella nostra vita reale e che possiamo portare avanti senza avere la sensazione di essere continuamente a dieta per questo non non troverai qui una tabella con due colonne, “cibi sì” e “cibi no”. Sarebbe semplice da consultare, ma ti lascerebbe probabilmente con la stessa domanda con cui sei arrivata: questo posso mangiarlo oppure no? Preferisco che tu finisca questa lettura con una domanda diversa: come sto mangiando nel complesso? È da lì che cominciano i cambiamenti che possono durare.

La cellulite non si affronta soltanto a tavola

Dopo tanti anni trascorsi a occuparmi di questi argomenti, c’è una cosa che considero particolarmente importante dire a una donna: puoi avere un’alimentazione equilibrata e avere comunque la cellulite. No significa che quello che fai a tavola non serva. Significa che il nostro corpo non può essere ridotto a un rapporto di causa ed effetto così semplice.

Nell’articolo cellulite: imparare a guardarla con occhi diversi abbiamo affrontato proprio questo aspetto. La cellulite è un fenomeno complesso e molto comune nelle donne; anche l’Istituto Superiore di Sanità evidenzia che può dipendere dall’interazione di più fattori è che la letture scientifica non ha ancora chiarito completamente tutti i meccanismi coinvolti. Per questo l’alimentazione è una parte del percorso, non tutto il percorso.

E forse anche il modo più sereno di affrontarla. Non dobbiamo osservare ogni piatto chiedendoci se peggiorare la cellulite, né seguire l’alimento capace di farla sparire. Possiamo invece occuparci di ciò che è nelle nostre mani: mangiare in modo più vario, riconoscere gli eccessi, bere con regolarità, muoverci e imparare a distinguere ciò che stiamo osservando sul nostro corpo. Se prevalgono con fiori e pesantezza, per esempio, può essere utile approfondire la differenza tra cellulite e ritenzione idrica.

E se guardandoti allo specchio non riesci più a capire se ciò che vedi è cellulite, gonfiore, adiposità localizzata o perdita di tonicità, puoi raccontarmi la tua situazione. E’ anche così che lavoro nelle mie consulenze gratuite. Prima cerchiamo di capire insieme ciò che stai osservando, le tue abitudini e ciò che hai già provato; soltanto dopo ha senso ragionare sul percorso più adatto a te.

Perché aggiungere un’altra rrinuncia a tavola è facile. Capire da dove partire è molto più utile.

Ciascun prodotto Snep è garantito per 30 giorni, come indicato nelle condizioni di vendita. La garanzia è applicabile anche alle confezioni vuote, è bene custodire lo scontrino, perché sarà richiesto in caso di rimborso. 

Inoltre, l’azienda Snep è socio attivo AVEDISCO. La prima azienda italiana che rappresenta le più importanti realtà industriali e commerciali, italiane ed estere che utilizzano la Vendita Diretta per la distribuzione a domicilio dei loro prodotti/ servizi.

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