Ci sono persone che aspettano la primavera con piacere e altre che, insieme alle belle giornate, sanno già che potrebbe arrivare anche starnuti, naso che cola e occhi che prudono.
Per qualcuno non è nemmeno una questione di stagione. Possono bastare gli acari della polvere,il pelo di un animale o il contatto con una sostanza alla quale si è sensibili perché il nostro organismo inizia a reagire.
Quando succede, comprensibilmente, la prima cosa che desideriamo è stare meglio. Ma se ti interessi di equilibrio naturale, forse almeno una volta ti sei fatto anche un’altra domanda: perché il mio organismo reagisce in questo modo?
È una domanda interessante, perché dietro i sintomi di un’allergia c’è il nostro sistema immunitario e il modo in cui risponde a una sostanza che riconosce come estranea .
Ed è proprio da qui che vorrei partire parlarti del Reishi (Ganoderma lucidum), uno dei funghi più conosciuti nella tradizione orientale e uno di quelli che, nel corso degli anni, ha attirato maggiormente l’attenzione della ricerca.
Non voglio presentartelo come il fungo che “cura le allergie”. Preferisco fare quello che stiamo imparando a fare insieme in questo blog: capire perché viene utilizzato, cosa arriva dalla tradizione e cosa ha scoperto fino a oggi la ricerca.
Perché si parla di Reishi quando parliamo di allergie
Il Reishi ha un aspetto abbastanza particolare. E’un fungo coriaceo e legnoso, generalmente di colore rosso – bruno e dal sapore amaro, tanto che il suo interesse non è certamente gastronomico.
In Cina è conosciuto come Ling Zhi e la sua storia nella tradizione orientale è molto antica. Per secoli è stato considerato un fungo prezioso e utilizzato nell’ambito del dell’equilibrio generale dell’organismo.
Oggi, accanto a questa lunga tradizione, conosciamo molto meglio anche la sua composizione. Nel Ganoderma lucidum troviamo infatti numerose sostanze bioattive, tra cui polisaccaridi, betaglucani e triterpeni.
Ma cosa hanno a che fare queste sostanze con le allergie?
Per capirlo non serve entrare in spiegazioni troppo complicate. Quando una persona allergica entra in contatto con una sostanza verso la quale è sensibilizzata, il suo sistema immunitario mette in moto una risposta che coinvolge diverse cellule e mediatori.
Tra questi troviamo i mastociti, cellule capaci di liberare istamina. Probabilmente questo nome ti è familiare: l’istamina partecipa infatti alla comparsa di molti dei sintomi che associamo alle allergie, come starnuti, prurito, naso che cola e lacrimazione.
Ed è qui che la storia del Reishi diventa interessante.
Già negli anni Ottanta alcuni ricercatori giapponesi avevano iniziato a studiare determinati triterpeni presenti nel Ganoderma lucidum. In una ricerca pubblicata nel 1985, alcuni di questi composti mostrarono, in condizioni sperimentali, la capacità di inibire il rilascio di istamina dai mastociti.
Studio giapponese sui triterpeni del ganoderma e sul rilascio di istamina
L’anno successivo altri ricercatori giapponesi continuarono a studiare l’attività antiallergica di alcuni componenti del Ganoderma, approfondendo ancora il rapporto con il rilascio di istamina e con altri meccanismi coinvolti nella risposta allergica.
Ricerca giapponese sull’attività antiallergica del Ganoderma lucidum
Sono studi di molti anni fa, ma trovo interessante raccontarteli proprio per questo. Ci fatto capire che l’interesse per il Reishi e allergie non nasce con la recente diffusione degli integratori naturali, ma ha alle spalle un percorso di ricerca che dura da decenni.
Questo non significa che assumere Reishi equivalga ad assumere un antistaminico. Significa però che alcuni suoi componenti hanno mostrato caratteristiche abbastanza interessanti da spingere i ricercatori a continuare a studiarli.
Dalla tradizione orientale alla ricerca moderna
Quando parliamo di micoterapia mi piace fare una distinzione che considero importante. Da una parte abbiamo una tradizione millenaria, soprattutto cinese e giapponese; dall’altra abbiamo la ricerca moderna, che prova a capire attraverso strumenti diversi cosa accade realmente nell’organismo.
Non credo che una debba necessariamente escludere l’altra.
Nel caso del Reishi, per esempio, gli studi non si sono fermati al rapporto con l’istamina. Negli anni la ricerca ha iniziato a osservare più in generale alcuni dei meccanismi immunitari e infiammatori coinvolti nelle manifestazioni allergiche.
Uno studio pubblicato nel 2022 ha analizzato il Ganoderma lucidum in un modello sperimentale di asma allergica. I ricercatori hanno osservato cambiamenti in diversi mediatori della risposta infiammatoria e una riduzione di alcuni segni dell’infiammazione delle vie respiratorie.
Studio su ganoderma lucidum e asma allergica
In questo caso è importante sapere che lo studio è stato condotto sugli animali. Per quello che riguarda il mondo occidentale; quindi questo è un risultato interessante per comprendere i possibili meccanismi di Ganoderma, Tuttavia i primi testi di medicina orientale, che menzionano l’utilizzo del Reishi, risalgono al periodo tra il 2800 a.C. e il 200 d.C..
C’è però un’altro esempio che secondo me racconta ancora meglio l’incontro tra l’oriente e la ricerca moderna occidentale.
Si chiama ASHMI, acronimo di Anti-Asthma Herbal Medicine Intervention, ed è una formulazione derivata dalla medicina tradizionale cinese. Contiene tre componenti: Ganoderma lucidum (Ling Zhi), Sophora flavescens e Glycyrrhiza uralensis.
Questa formulazione è stata studiata non soltanto attraverso modelli sperimentali, ma anche nell’uomo e nell’ambito dell’asma.
Per me, rimane un esempio molto interessante. Ci mostra che una conoscenza proveniente dalla medicina tradizionale cinese può diventare il punto di partenza di una ricerca moderna senza dover scegliere necessariamente “credo alla tradizione” e “credo alla scienza”.
Possiamo invece farci delle domande, cercare le risposte e capire fino a dove arrivano le conoscenze che abbiamo oggi.
Reishi e allergie: cosa possiamo aspettarci realmente?
Se sei arrivato fin qui, probabilmente ti stai chiedendo una cosa molto semplice: allora il Reishi può aiutare chi soffre di allergie?
La risposta non può essere uguale per tutti e soprattutto non vorrei ridurla alla definizione di antistaminico naturale. Posso però dirti di averlo utilizzato su di me per dei problemi di allergie e di aver migliorato notevolmente la situazione.
Abbiamo visto che alcuni componenti del Reishi sono stati studiati in relazione al rilascio di istamina e che la ricerca ha osservato anche altri meccanismi coinvolti nella risposta allergica. Questo ci aiuta a capire perché il Ganoderma sia diventato interessante in questo ambito.
Ma quando parliamo di micoterapia il ragionamento è spesso più ampio.
Il Reishi non contiene una sola sostanza e non viene studiato soltanto per una funzione. Proprio il rapporto tra funghi medicinali e sistema immunitario rappresenta uno degli ambiti più interessanti della micoterapia.
E qui preferisco fermarmi, perché questo tema merita uno spazio tutto suo.
In un approfondimento dedicato al sistema immunitario e alla micoterapia parleremo infatti non soltanto di Reishi, ma anche di altri funghi come Shiitake, Maitake e Agariucus. Vedremo quali sono le loro caratteristiche, perché possono essere scelte in situazioni differenti e anche per quale motivo, in alcuni percorsi, si possono valutare l’associazione tra più funghi.
Qui invece voglio lasciarti un messaggio più semplice: non scegliere il Reishi soltanto perché hai letto che viene utilizzato per le allergie.
Prima prova a osservare la tua situazione.
I disturbi compaiono soltanto in alcuni periodi dell’anno? Sai già quale sostanza scatena la reazione? Si tratta di un fastidio occasionale oppure l’allergia condiziona molto la tua quotidianità? Stai già assumendo farmaci altri integratori?
Sono domande semplici, ma aiutano a capire perché ciò che può aver senso per una persona non debba necessariamente essere la scelta migliore per un’altra.
Se vuoi conoscere meglio il Reishi
Quando scegliamo un integratore a base di funghi medicinali, c’è un’altro aspetto che secondo me vale la pena considerare: non tutti i prodotti sono uguali.
Può cambiare la parte del fungo utilizzata, il tipo di estratto, la lavorazione e la quantità dei diversi componenti presenti. Per questo leggere semplicemente il Ganoderma lucidum sull’etichetta non è sempre sufficiente per capire cosa stiamo acquistando.
Se questo è il primo articolo che leggi sulla micoterapia e vuoi prima comprendere meglio le basi, ti consiglio di partire da Micoterapia conoscere i funghi medicinali, dove trovi una visione più completa di questo mondo e dei principali funghi utilizzati.
Se invece conosci già il Reishi e vuoi approfondire la soluzione che utilizzo e consiglio nel mio percorso puoi proseguire con Proprietà Terapeutiche del Reishi
Non tutti, però, arrivano qui sapendo già quale fungo scegliere. Magari ti interessa la micoterapia, hai letto qualcosa sul Reishi, ma non sai se sia realmente quello più adatto alle tue esigenze oppure se possa essere utile valutare un’associazione diversa.
E proprio in questi casi che la consulenza può diventare utile. Non per rendere complicata una scelta che potrebbe essere semplice, ma per evitare di acquistare un integratore soltanto perché abbiamo letto una lunga lista di proprietà che sembrano corrispondenti ai nostri sintomi.
C’è in fine una cosa sulla quale tengo particolarmente a soffermarmi. Se soffri di un’allergia importante, di asma o di altre patologie diagnosticate, oppure stai seguendo una terapia farmacologica, non modificare o sospendere i trattamenti prescritti per sostituirli con il Reishi. Prima di introdurre un integratore parlane con il tuo medico o con il professionista che conosce la tua situazione.
La micoterapia può essere un mondo davvero interessante da conoscere, soprattutto quando riusciamo a mettere insieme ciò che ci arriva dalla tradizione orientale e quello che la ricerca continua a scoprire. L’obiettivo non è attribuire a un fungo la capacità di risolvere qualsiasi problema, ma imparare a conoscerlo abbastanza bene da capire quando e perché può aver senso prendere in considerazione.
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