Per tanti anni ho dato una cosa per scontata. Aprivo il rubinetto, riempivo un bicchiere e bevevo punto al massimo, se ero fuori casa , compravo una bottiglia d’acqua senza pensarci troppo. In fondo l’acqua era acqua, no?
Poi, lavorando ogni giorno con persone che desideravano prendersi più cura del proprio corpo, mi sono accorto di una cosa curiosa. Tutti facevano domande sull’alimentazione, sull’integrazione, sul sonno o sull’attività fisica, ma quasi nessuno parlava dell’acqua. Quando però l’argomento veniva fuori, bastavano pochi minuti perché iniziassero ad avere dubbi, racconti ed esperienze completamente diverse.
C’è chi mi diceva di bere solo acqua in bottiglia perché non si fidava di quella del rubinetto. Qualcun altro, invece, era convinto che fosse solo soldi sprecati. C’era che aveva installato un depuratore senza sapere bene perché e chi, dopo aver letto alcune notizie sui PFAS o sulle microplastiche, aveva iniziato a guardare con sospetto ogni bicchiere d’acqua.
Ascoltando tutte queste persone mi sono resa conto che il problema non era l’acqua. Il problema era la confusione. Ed è proprio da questa confusione che vorrei partire.
Quando mi chiedono:” Paola, ma come faccio a capire se l’acqua che bevo a casa è davvero buona?”, Molti si aspettano una risposta veloce. Magari il nome di una marca, un sì o un no sull’acqua del rubinetto, oppure consiglio di installare un determinato impianto. La verità è che una risposta uguale per tutti non esiste. Non perché sia una domanda difficile, ma perché ogni casa ha una storia diversa.
Pensa a due famiglie che abitano nello stesso paese. Potrebbero ricevere acqua proveniente dallo stesso acquedotto e, nonostante questo, vivere in situazioni differenti. Una casa è stata costruita da pochi anni, l’altra ha tubatura molto vecchie. Una famiglia consuma soprattutto acqua del rubinetto, l’altra utilizza quasi sempre bottiglie. C’è chi vive da solo e chi ha bambini piccoli. C’è chi non ha mai notato nulla di particolare e chi sente da sempre un sapore di cloro che non riesce a sopportare.
Ecco perché ogni volta che qualcuno mi chiede quale sia l’acqua migliore da bere, io preferisco fare una domanda prima di dare una risposta.
Che cosa ti fa venire questo dubbio?
Può sembrare una domanda banale, ma spesso è proprio rlì che inizia tutto. Altre volte è:” L’acqua ha un gusto strano.” Oppure:” Vorrei smettere di comprare bottiglie, ma ho paura di fare la scelta sbagliata.”
Vedi? Sono situazioni completamente diverse e, proprio per questo, difficilmente possono avere la stessa soluzione.
Prima di cercare una soluzione, bisogna capire il problema
Negli ultimi anni siamo stati sommersi da informazioni. Ogni settimana sembra esserci un nuovo allarme, una nuova sostanza di cui preoccuparsi, un nuovo dispositivo che permette di risolvere ogni problema. E’comprensibile il sentirsi disorientati.
Quello che ho imparato, però, è che il nostro equilibrio raramente nasce dalla paura. Nasce dalla comprensione.
Prima di pensare a cambiare qualcosa, io cercherei semplicemente di conoscere meglio l’acqua che utilizzi ogni giorno. Da dove arriva? Hai mai dato una un’occhiata alle analisi pubblicate dal gestore del tuo acquedotto? Il sapore l’odore sono sempre stati gli stessi oppure sono cambiati nel tempo? Le tubature della tua abitazione sono recenti oppure appartengono a casa costruite molti decenni fa?
Non serve avere tutte le risposte immediatamente. Serve solo iniziare a farsi le domande giuste.
E’ un pò come quando scegliamo un’alimentazione più consapevole. Non cambiamo tutto da un giorno all’altro. Prima impariamo a leggere un’etichetta, poi capiamo quali ingredienti preferire e, poco alla volta, facciamo scelte più adatte a noi. Con l’acqua succede qualcosa di molto simile.
Per questo motivo diffido sempre dalle soluzioni universali mi capita spesso di incontrare persone che hanno acquistato un sistema di trattamento perché un conoscente ne parlava benissimo oppure perché è una pubblicità permetteva risultati straordinari. Magari quel sistema era perfetto per chi lo aveva consigliato, ma non necessariamente lo sarà anche per loro.
La domanda, infatti, non dovrebbe essere:” Qual è il depuratore migliore?”. La domanda dovrebbe diventare:” Ho davvero bisogno di un sistema per trattare l’acqua? E se si, quale problema dovrebbe risolvere nel mio caso?”.
Può sembrare una differenza sottile, ma cambia completamente il modo di affrontare l’argomento.
Se il tuo dubbio nasce dal sapore dell’acqua, il ragionamento sarà uno. Se invece ti preoccupano alcuni contaminanti di cui hai sentito parlare, il percorso sarà diverso. E se il tuo obiettivo è semplicemente di ridurre il consumo di plastica e senza rinunciare alla tranquillità, anche in quel caso la soluzione potrebbe essere un’altra.
Per questo, nel sito troverai diversi approfondimenti dedicati a questi temi. Potrai leggere, ad esempio, dell’acqua del rubinetto e di quella in bottiglia, capire meglio cosa sono PFAS, conoscere le differenze tra i vari sistemi di trattamento e imparare a leggere alcune caratteristiche dell’acqua che spesso troviamo sulle etichette senza sapere davvero cosa significano.
L’obiettivo, però, non è riempirti di informazioni; e aiutarti a fare ordine.
Perché quando le informazioni iniziano ad avere un senso, anche le decisioni diventano molto più semplici.
Vorrei lasciarti con un’ultima riflessione.
Ogni giorno beviamo acqua più volte, eppure quasi sempre lo facciamo senza pensarci. E’ un gesto così normale che finisce per diventare invisibile. Forse è proprio per questo che, quando iniziano a nascere dei dubbi, ci sentiamo spaesati: nessuno ci ha mai insegnato a guardare davvero ciò che abbiamo nel bicchiere.
Se leggendo questo articolo ti sei riconosciuto in alcune di queste domande, non sentirti obbligato a trovare subito una risposta da solo. A volte bastano pochi minuti di confronto per capire quali dubbi abbiano davvero un fondamento e quali, invece, nascano semplicemente dalla grande quantità di informazioni che circolano oggi.
Se vorrai, potremmo parlarne insieme. Partiremo dalla tua situazione, dall’acqua che utilizzi ogni giorno e dalle esigenze della tua famiglia. Solo dopo aver compreso il contesto avrà senso valutare se sia necessario fare qualcosa oppure se puoi continuare serenamente con le tue abitudini.
Per me è questo il metodo migliore di prendersi cura del proprio benessere: fare scelte consapevoli, senza paura e senza soluzione preconfezionate.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno uno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere di professionisti qualificati o le analisi effettuate dagli enti competenti o in situazioni è diversa in merito a una valutazione personalizzata



