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Dormire male può influire sulla memoria?

Donna che legge a letto prima di dormire
Una donna legge a letto durante la sera. Il sonno è coinvolto nei processi legati all'attenzione, all'apprendimento e al consolidamento dei ricordi.

Indice:

Ti capita di entrare in una stanza e non ricorderai più cosa eri andato a prendere, di cercare una parola che conosci benissimo o di rileggere la stessa frase perché, dopo poche righe, ti accorgi di non averla davvero seguita? Sono situazioni che possono capitare a tutti, e ti posso capire molto bene perché, a me è capitato spesso in passato. Tuttavia quando diventano più frequenti è facile iniziare a preoccuparsi della propria memoria. E se nello stesso periodo anche le notti non sono delle migliori, può nascere un’altra domanda: dormire male può avere qualcosa che fare con queste piccole dimenticanze?

Il legame tra sonno e memoria esiste, ma è importante comprenderlo senza arrivare alla conclusione che ogni vuoto di memoria dipende da una notte difficile. Mentre dormiamo, infatti, il nostro cervello non si limita a “spegnersi” in attesa del mattino. Continua a svolgere attività importanti anche per ciò che abbiamo imparato e vissuto durante la giornata. Capire cosa accade può aiutarci anche a guardare con occhi diversi quelle giornate in cui ci sentiamo meno lucidi e abbiamo l’impressione che la memoria non funzioni come al solito.

Cosa succede alla memoria mentre dormiamo?

Durante la giornata riceviamo continuamente informazioni ascoltiamo conversazioni, impariamo qualcosa di nuovo, viviamo esperienze e svolgiamo attività che richiedono attenzione. Non tutto verrà ricordato e, fortunatamente, non abbiamo nemmeno bisogno di conservare ogni singolo dettaglio. Il sonno partecipa ai processi attraverso i quali alcune delle informazioni acquisite vengono consolidate cioè rese più stabili e integrate con ciò che già sappiamo. Per questo dormire e ricordare non sono due attività completamente separate: una parte del lavoro è necessario a fissare ciò che abbiamo appreso continua anche dopo che abbiamo chiuso gli occhi. C’è però un’altro aspetto che considero altrettanto importante, perché spesso ciò che interpretiamo come un problema di memoria può iniziare ancora prima.

Immagina una mattina dopo una notte particolarmente agitata. Qualcuno ti dice qualcosa mentre stai pensando ad altro, ti senti assonnato e fai fatica a mantenere l’attenzione. Qualche ora dopo non ricordi più ciò che ti è stato detto e la prima sensazione potrebbe essere: “Ultimamente dimentico tutto”. Ma per ricordare informazioni dobbiamo prima averle prestato sufficiente attenzione. Se siamo molto stanchi o assonnati, può diventare più difficile concentrarci e acquisire bene ciò che sta accadendo intorno a noi. Quello che percepiamo come un problema di memoria può quindi essere, almeno in parte, collegato anche alla nostra capacità di attenzione in quel momento.

È per questo che sonno, attenzione, apprendimento e memoria finiscono per intrecciarsi.

Una notte storta può capitare e il giorno successivo possiamo semplicemente sentirci meno brillanti del solito. Diverso è quando dormire male diventa un’abitudine e quella sensazione di mente affaticata ci accompagna per settimane. Se ti riconosci soprattutto nella difficoltà a mantenere l’attenzione, nella fatica mentale o  nella sensazione di avere la testa ”annebbiata”, nell’articolo Stanchezza mentale difficoltà di concentrazione abbiamo affrontato proprio questo aspetto.

“Ultimamente dimentico le cose”: può dipendere dal sonno?

Quando iniziamo a dimenticare più spesso qualcosa, e naturale cercare una spiegazione. Se nello stesso periodo dormiamo male, il collegamento sembra quasi immediato, ma non sempre è così semplice. Infatti può esser collegato ad altre situazioni di quel periodo della nostra vita.

Stress, periodi particolarmente impegnativi, distrazioni e altri fattori possono influenzare la nostra capacità di prestare attenzione e la percezione che abbiamo della memoria. Anche alcuni farmaci o condizioni mediche possono avere un ruolo. Per questo non sarebbe corretto attribuire automaticamente il sonno ogni dimenticanza.

Può essere più utile osservare quando succede. Se ti accorgi di essere più distratto soprattutto dopo le notti peggiori, se nei giorni in cui hai riposato poco devi fare uno sforzo maggiore per concentrarti o ti capita più facilmente di perdere il filo di quello che stai facendo, la qualità del sonno è certamente un elemento da considerare.

Se invece sono proprio le difficoltà di memoria ad averti portato fin qui, compaiono anche nei periodi in cui dormi bene oppure stanno diventando più frequenti, la domanda non riguarda più soltanto il sonno. Nell’articolo Perché ultimamente dimentico le cose?  affrontiamo la memoria da una prospettiva più ampia e può essere quello l’approfondimento più adatto da cui continuare.

Quando le difficoltà di memoria sono nuove, persistono, peggiorano nel tempo o cominciano a interferire con le normali attività quotidiane, è importante parlarne con il medico invece di attribuirle semplicemente la stanchezza o al fatto di dormire poco.

Non conta soltanto quanto dormi

Quando ci sentiamo stanchi e poco lucidi una delle prime domande che ci facciamo è: “Quante ore ho dormito?” E’ Un’informazione utile, ma da sola non racconta tutta la notte. Possiamo trascorrere molto a letto e avere comunque un sonno frammentato, con numerose interruzioni oppure possiamo addormentarci facilmente ma svegliarci piu volte e  fare fatica a riprendere sonno. In questi casi guardare soltanto l’ora in cui siamo andati a letto è quella in cui ci siamo alzati rischia di darci un’immagine incompleta.

Se il tuo problema è proprio quello di aprire gli occhi più volte durante la notte nell’articolo dedicato ai risvegli notturni abbiamo visto come osservare ciò che accade senza fermarsi semplicemente al numero dei risvegli. Più che inseguire a tutti i costi un numero perfetto di ore, quindi, può essere utile osservare il sonno nel suo insieme nessuna continuità come ci sentiamo al risveglio e quanto la notte appena trascorsa si riflette sulla giornata.

E se non riesci ancora a capire quale aspetto del tuo sonno sia cambiato, nell’approfondimento Disturbi del sonno: ritrovare il piacere di dormire bene trovi una visione più ampia delle diverse difficoltà che possono interferire con il riposo.

Le tue giornate possono raccontarti qualcosa delle tue notti

A volte ci accorgiamo che qualcosa nel nostro sonno è cambiato proprio durante il giorno. Ci sentiamo meno presenti, dobbiamo rileggere una frase, perdiamo più facilmente il filo di un discorso oppure abbiamo bisogno di uno sforzo maggiore per svolgere attività che normalmente facciamo con naturalezza. Questo non significa che dobbiamo osservare ogni piccola dimenticanza con preoccupazione. Può però essere utile smettere di considerare la notte e la giornata come due momenti completamente separati.

Se da qualche tempo dormi male e contemporaneamente ti senti meno lucido, prova a guardare il quadro nel suo insieme: quando è cambiato il suo sonno come sono le tue notti e come ti senti nelle ore successive. A volte partire da queste semplici osservazioni permette di capire quale aspetto merita davvero di essere approfondito. Ed è anche il motivo per cui, quando qualcuno mi racconta di sentirsi stanco, poco concentrato e di dormire male, preferisco non partire immediatamente da una soluzione uguale per tutti. Prima di pensare di prendere qualunque tipo di sostanza naturale o no che ti aiuta a dormire, preferisco pensare a te, alla tua persona, con i tuoi ritmi, le tue abitudini e ciò che stai vivendo.

Se senti che il tuo riposo è cambiato e vuoi comprendere meglio cosa può interferire con le tue notti e col modo in cui affronti le giornate, possiamo partire dalla tua situazione concreta e cercare insieme la direzione più adatta da approfondire. Io da parte mia metto la mia esperienza trentennale nel benessere e tu da parte tua mi apri il cuore e insieme cerchiamo la soluzione più adatta a te.

Ciascun prodotto Snep è garantito per 30 giorni, come indicato nelle condizioni di vendita. La garanzia è applicabile anche alle confezioni vuote, è bene custodire lo scontrino, perché sarà richiesto in caso di rimborso. 

Inoltre, l’azienda Snep è socio attivo AVEDISCO. La prima azienda italiana che rappresenta le più importanti realtà industriali e commerciali, italiane ed estere che utilizzano la Vendita Diretta per la distribuzione a domicilio dei loro prodotti/ servizi.

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