C’è un gesto che facciamo quasi senza pensarci. Il pavimento è particolarmente sporco, il bagno ha bisogno di una pulizia più profonda oppure in cucina vogliamo essere sicuri di avere eliminato ogni traccia di sporco e, invece della quantità indicata sulla confezione, versiamo un po’ più di prodotto.
In fondo il ragionamento sembra logico: se una certa quantità pulisce, mettendone di più pulirò ancora meglio.
Poi c’è il profumo. Quello odore intenso che rimane nella stanza dopo aver pulito ci dà immediatamente la sensazione che tutto sia fresco, igienizzato e perfettamente in ordine. A volte siamo talmente abituate ad associarlo alla pulizia che, se un prodotto non lascia una profumazione evidente, abbiamo quasi l’impressione che non abbia fatto il suo lavoro.
Eppure più detersivo non significa necessariamente più pulito. Anzi, utilizzarne più del necessario può essere inutile, lascia maggiori residui sulle superfici, richiede più acqua per risciacquo e aumenta la quantità di sostanze che introduciamo nell’ambiente domestico.
Non voglio però trasformare questo articolo in una guerra contro i detergenti. Ci servono, hanno una funzione precisa e ci permettono di rimuovere sporco e grasso dalle superfici. Quello che vorrei fare è qualcosa di molto più semplice: capire quanto il prodotto ci serve davvero e se possiamo pulire la nostra casa in modo più consapevole.
Come fa un detersivo a pulire?
Per capire perché abbondare non serve, dobbiamo prima capire, senza entrare in una lezione di chimica, cosa succede quando utilizziamo un detergente.
Il Ministero della Salute definisce detergente una sostanza o miscela contenente saponi e/o altri tensioattivi destinati al lavaggio e alla pulizia. I tensioattivi aiutano, in parole molto semplici, a staccare lo sporco dalla superficie e a permettere all’acqua di portarlo via.
Questo significa che non è la quantità di schiuma a dirci quanto abbiamo pulito bene, né dobbiamo continuare ad aggiungere il prodotto finché la stanza non profuma abbastanza.Ogni detergente è formulato per essere utilizzato in determinate quantità e con determinate modalita.sSe sull’etichetta viene indicata una dose versarne il doppio non significa automaticamente raddoppiare l’efficacia. Può significare semplicemente aver utilizzato il doppio del prodotto.
Quando troppo prodotto rimane dove non dovrebbe
Una delle ragioni per cui preferisco non esagerare con i detergenti è molto pratica: quello che utilizziamo deve poi essere rimosso quando il prodotto e la superficie richiede un risciacquo.
Se mettiamo una quantità eccessiva di detergente nel secchio per lavare il pavimento o direttamente su una superficie possiamo ritrovarci a dover passare più volte l’acqua per eliminare i residui. A volte ce ne accorgiamo perché il pavimento rimane leggermente appiccicoso, si formano aloni oppure la superficie sembra sporcarsi nuovamente molto in fretta.
E allora magari aggiungiamo il detergente. Si crea così un piccolo paradosso: utilizziamo più prodotto perché vogliamo pulire meglio e finiamo per dover lavorare di più per eliminarlo.
Naturalmente non tutti i detergenti richiedono risciacquo e per questo non esiste una regola unica. La cosa più semplice rimane leggere le indicazioni riportate sulla confezione è utilizzare il prodotto nel modo per il quale è stato formulato.
È un gesto banale, ma quante volte leggiamo veramente l’etichetta di un prodotto che utilizziamo da anni?
La casa profuma di pulito….. Ma profumo e pulizia sono la stessa cosa?
Questo è probabilmente l’aspetto sul quale abbiamo più abitudini da rivedere. Per molti di noi il profumo è diventato la prova che abbiamo pulito bene. Limone, pino lavanda fiori brezza marina: appena entriamo in una stanza e sentiamo quella profumazione intensa, pensiamo immediatamente “che pulito!”.
Ma una superficie può essere perfettamente pulita senza profumare. È una stanza può profumare moltissimo senza essere necessariamente più pulita.
I prodotti per la pulizia possono rilasciare nell’aria sostanze volatili e la letteratura scientifica sta studiando da tempo il loro contributo alla qualità dell’aria degli ambienti interni. Una revisione scientifica pubblicata nel 2024 ha analizzato proprio la chimica dei prodotti per la pulizia, gli effetti sull’area indoor e le possibili implicazioni per la salute respiratoria. Gli autori sottolineano, tra le strategie utili per ridurre l’esposizione, la scelta attenta dei prodotti è una buona ventilazione durante e dopo le pulizie.
Fonte: Cleaning products: Their chemistry, effects on indoor air quality, and implications for human health
Questo non significa che dobbiamo spaventarci ogni volta che apriamo il flacone del detergente per pavimenti. Significa semplicemente che, se una quantità corretta è sufficiente per pulire, non abbiamo un reale vantaggio nel riempire inutilmente l’ambiente di prodotto.
Aprire finestre durante e dopo le pulizie, soprattutto quando utilizziamo prodotti particolarmente profumati o formulazioni che richiedono una buona ventilazione, è una di quelle abitudini semplicissime che spesso valgono più di tante complicazioni.
Detersivi e intossicazioni: cosa ci dicono i dati italiani?
Quando parliamo degli effetti dei detergenti sulla persona, credo sia importante distinguere l’utilizzo quotidiano corretto dall’esposizione accidentali o improprie. Altrimenti rischiamo di mettere tutto nello stesso calderone e creare una paura che non serve a nessuno.
I dati italiani, però, ci ricordano perché questi prodotti devono essere utilizzati e conservati con attenzione.
Il Sistema Informativo Nazionale per la Sorveglianza delle Esposizioni Pericolose e delle Intossicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità ha analizzato 17.526 casi di esposizione umana a prodotti chimici e altre categorie di prodotti gestiti da sei centri antiveleni nel 2020. Il 92% delle esposizioni rilevate era venuto in ambiente domestico e il 90% era accidentale; tra le categorie maggiormente coinvolte figuravano i prodotti per la pulizia, con il 34% dei casi. I bambini sotto i sei anni rappresentavano il 42% delle persone esposte.
Sono numeri che secondo me vanno letti con equilibrio. Non significano che pulire casa con un detergente nelle modalità indicate provochino intossicazione; il rapporto riguarda esposizioni registrate dai Centri Antiveleni e comprende situazioni e prodotti differenti.
Ci ricordano però una cosa molto concreta i prodotti che utilizziamo per pulire non dovrebbero essere trattati come se fosse acqua. Vanno conservati correttamente, soprattutto quando in casa ci sono bambini, utilizzati secondo le indicazioni riportate sull’etichetta e mai travasate in bottiglie dell’acqua o contenitori per alimenti.
E c’è una regola sulla quale non farei mai esperimenti: non mescolare prodotti diversi pensando di ottenere un detergente piu potente. In particolare, candeggina e prodotti acidi o contenenti ammoniaca non devono essere mescolati, perché possono svilupparsi gas pericolosi. Qui più forte può davvero diventare più rischioso.
E allora dobbiamo scegliere soltanto prodotti naturali?
Sai che preferisco orientarmi, quando è possibile, verso soluzioni più semplici prodotti formulati con attenzione. Ma proprio perché voglio parlare di scelte consapevoli, non ti dirò che tutto ciò che è naturale è automaticamente sicuro e tutto ciò che è sintetico è necessariamente pericoloso. Naturale non significa innocuo.
Anche sostanze di origine naturale possono irritare la pelle, gli occhi o le vie respiratorie possono provocare reazioni nelle persone sensibili possono essere utilizzate nel modo sbagliato .
Quello che possiamo fare, invece, è iniziare a scegliere prodotti con un criterio diverso. Non chiediamoci soltanto se profumano abbastanza, ma se ci serve davvero davvero un prodotto così aggressivo per quelle superficie, se la formulazione è adatta all’uso che dobbiamo farne, quanta quantità dobbiamo utilizzare, se necessita di risciacquo e quali indicazioni di sicurezza non sono sono riportate sull’etichetta.
È proprio questa l’idea che abbiamo iniziato ad approfondire anche nell’articolo Pulizia naturale, la scelta che fa bene a te e all’ambiente. Scegliere in modo più consapevole non significa necessariamente complicare le pulizie, ma iniziare a capire cosa stiamo realmente utilizzando.
Quando possiamo ottenere lo stesso risultato con una formulazione più semplice una quantità minore, personalmente non vedo la necessità di complicare le cose.
Esistono anche modi diversi di pensare alla pulizia
Quando iniziamo a mettere in discussione l’idea che per pulire meglio osservano necessariamente prodotti sempre più aggressivi, scopriamo anche soluzioni differenti da quelle alle quali siamo abituate.
Una di queste riguarda per esempio, i microrganismi effettivi, dei quali abbiamo parlato nell’articolo I microrganismi effettivi: cosa sono?. È un argomento interessante proprio perché ci permette di capire che esiste un approccio alla pulizia diverso dal semplice aggiungi più detergente. Non significa che dobbiamo buttare domani mattina tutti i prodotti che abbiamo nell’armadietto. Preferisco sempre capire prima ciò che stiamo usando e poi decidere cosa abbia realmente senso cambiare.
Ed è anche il motivo per cui, quando parliamo di un prodotto specifico, preferisco analizzarne concretamente utilizzo e modalità d’impiego. Nell’approfondimento Prezzo ed efficacia di BioEffettive Snep, per esempio, abbiamo visto anche come uno stesso prodotto possa essere utilizzato con diluizioni differenti in base all’impiego, anziché pensare che ogni superficie abbia necessariamente bisogno di un flacone diverso.
Una casa pulita non deve profumare come il reparto detersivi
Forse è proprio questa l’abitudine più difficile da cambiare.
Abbiamo imparato ad associare la pulizia a un profumo che deve sentirsi appena apriamo la porta di casa e così aggiungiamo detergente al pavimento, profumatore per ambienti, prodotti per il bagno, spray per i mobili e magari un’altra fragranza sui tessuti. Singolarmente può sembrarci poco, ma alla fine stiamo utilizzando molti prodotti diversi nello stesso ambiente nel quale poi trascuriamo diverse ore della giornata.
Io preferisco un’altra idea di casa pulita: una casa nella quale lo sporco è stato rimosso, le superfici sono curate, l’aria viene cambiata regolarmente e non abbiamo bisogno di coprire tutto con un profumo persistente per avere la sensazione di aver fatto un buon lavoro. E questo non significa necessariamente passare ore a preparare detergenti fai da te. Possiamo utilizzare prodotti già pronti, ma scegliere di meglio e soprattutto utilizzarne la quantità che serve, non quella che ci fai sentire più tranquilli.
Anche nelle pulizie naturali, più non significa meglio
Lo stesso principio vale quando utilizziamo ingredienti che siamo abituati a considerare più naturali. Aceto, bicarbonato, acido citrico e altro ingredienti impiegati nelle pulizie domestiche hanno caratteristiche differenti e non sono intercambiabili soprattutto, mettere insieme ingredienti a caso non rende automaticamente un prodotto più efficace.
È uno degli aspetti che voglio continuare ad approfondire parlando di casa pulita, perché sapere perché utilizziamo qualcosa è molto più utile che collezionare ricette trovate online.
Un esempio molto concreto lo abbiamo visto nell’articolo Come pulire il frigorifero naturalmente. In quel caso l’obiettivo non era utilizzare più prodotti possibili, ma capire cosa fosse realmente necessario per pulire uno spazio particolare della casa, nel quale conserviamo gli alimenti.
È questa la direzione che vorrei mantenere anche per il resto delle pulizie: meno automatismi e più consapevolezza.
Prima di aggiungere un’altro tappo, fermati un momento
La prossima volta che stai per versare il detergente nel secchio e pensi ne metto ancora un po’, così pulisce meglio, prova semplicemente a fermarti. Leggi la dose consigliata, pensa alla superficie che devi pulire e chiediti se quel prodotto serve davvero in quella quantità.
Sono piccoli gesti, ma alla fine significano meno spreco, meno prodotto da risciacquare, meno confezioni consumate è un gesto più semplice nelle pulizie quotidiane.
E se vuoi iniziare a rendere le tue pulizie più essenziali ma, davanti a decine di etichette, ingredienti e prodotti, non sai più cosa scegliere, possiamo partire proprio da ciò che utilizzi già in casa. Durante una consulenza possiamo capire quali prodotti ti servono davvero, quali possono essere sostituiti e dove, invece, non c’è alcuna necessità di cambiare.
Perché scegliere in modo più naturale, per me, non significa riempire un’altro armadietto di prodotti con una foglia verde sull’etichetta. Significa soprattutto sapere cosa stiamo usando, perché lo stiamo usando e quando ce ne serve davvero.
Ciascun prodotto Snep è garantito per 30 giorni, come indicato nelle condizioni di vendita. La garanzia è applicabile anche alle confezioni vuote, è bene custodire lo scontrino, perché sarà richiesto in caso di rimborso.
Inoltre, l’azienda Snep è socio attivo AVEDISCO. La prima azienda italiana che rappresenta le più importanti realtà industriali e commerciali, italiane ed estere che utilizzano la Vendita Diretta per la distribuzione a domicilio dei loro prodotti/ servizi.
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Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative e divulgative. Per utilizzare in sicurezza detergenti e prodotti per la pulizia è importante seguire sempre le istruzioni e le avvertenze riportate sull’etichetta e non miscelare prodotti diversi se non espressamente previsto dal produttore;



