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Testa confusa in menopausa, cosa succede?

Donna in menopausa controlla gli impegni su telefono e sugli appunti

Indice:

Fino a qualche tempo fa riuscivo a fare anche tre o quattro cose insieme, ricordavo perfettamente gli impegni da un giorno all’altro o addirittura da una settimana all’altra. Poi ho cominciato a dover scrivere tutto sull’agenda e a inserire gli appuntamenti sul telefono per ricevere la notifica di avviso. Tutto questo è successo in poco tempo e, devo ammetterlo, ho fatto molta fatica ad abituarmi. Anche perché, nello stesso periodo, il mio corpo stava cambiando: era arrivata la menopausa.

All’inizio non avevo collegato le due cose. Pensavo semplicemente di essere più stanca, di avere troppi pensieri oppure, come diciamo spesso scherzando, che fosse l’età che avanzava. Eppure quella sensazione era diversa. Non avevo perso la memoria, ma mi sembrava di avere la testa più confusa. Dovevo concentrarmi maggiormente per ricordare qualcosa, a volte perdevo il filo di quello che stavo facendo e soprattutto non riuscivo più a gestire tante cose contemporaneamente con la stessa facilità di prima.È stato proprio allora che ho iniziato a chiedermi se memoria e concentrazione in menopausa potessero davvero cambiare. E ho scoperto che quella sensazione che stavo vivendo ha persino un nome: viene spesso definita brain fog, cioè nebbia mentale.

Testa confusa e brain fog in menopausa: di cosa stiamo parlando?

Quando parliamo di brain fog in menopausa non stiamo parlando di una malattia, ma di un insieme di sensazioni che molte donne descrivono in maniera molto simile: maggiore difficoltà a concentrarsi, piccole dimenticanze, parole che sembrano non arrivare quando servono, perdita momentanea del filo del discorso oppure quella fastidiosa sensazione di avere la mente affaticata.

La cosa importante, però, è non confondere immediatamente queste esperienze con una vera perdita di memoria. Anche la letteratura scientifica descrive cambiamenti soggettivi della memoria e della concentrazione durante la transizione menopausale, mentre gli eventuali cambiamenti rilevati nei test cognitivi tendono generalmente a essere lievi.

Fonte:  PubMed – Menopause and brain fog: how to counsel and treat midlife women

Se la tua preoccupazione principale riguarda proprio le dimenticanze, ne ho parlato più approfonditamente nell’articolo “Perché ultimamente dimentico le cose?”, dove spiego anche quando una dimenticanza può essere semplicemente legata a stanchezza e distrazione e quando, invece, merita maggiore attenzione.

Perché memoria e concentrazione possono cambiare in menopausa?

Dire semplicemente “sono gli ormoni” sarebbe facile, ma probabilmente sarebbe anche troppo riduttivo. Durante la perimenopausa e la menopausa gli estrogeni cambiano e successivamente diminuiscono e, poiché questi ormoni interagiscono anche con il cervello, la ricerca sta studiando da tempo il loro rapporto con memoria, attenzione e altre funzioni cognitive.

Tuttavia nello stesso periodo possono accadere molte altre cose. Il sonno può diventare più irregolare, possono comparire vampate notturne, aumenta la stanchezza e alcune donne attraversano momenti di maggiore irritabilità o stress. Inoltre questa fase della vita coincide spesso con anni nei quali continuiamo a occuparci del lavoro, della famiglia, dei figli, magari anche dei genitori e di mille altre responsabilità.

Di conseguenza attribuire ogni difficoltà di concentrazione esclusivamente alla menopausa rischia di farci perdere una parte importante del quadro. Il nostro cervello non lavora separatamente dal resto del corpo e, soprattutto, non è indifferente a quanto dormiamo, a come mangiamo, a quanto ci muoviamo e al carico mentale che accumuliamo durante la giornata.

Se sei ancora nella fase che precede la menopausa vera e propria, può esserti utile anche il mio approfondimento “Perimenopausa: quali sono i primi sintomi?”.

A volte il problema può iniziare durante la notte

Una delle prime cose che ho imparato a osservare è proprio il sonno. Possiamo trascorrere sette o otto ore a letto e, nonostante ciò, svegliarci al mattino senza sentirci realmente riposate. Magari ci siamo svegliate più volte, abbiamo avuto una vampata oppure abbiamo impiegato molto tempo per riaddormentarci.

Il giorno successivo, però, pretendiamo dalla nostra testa le stesse prestazioni di sempre. Vogliamo ricordare appuntamenti, lavorare, risolvere problemi, organizzare la giornata e magari fare contemporaneamente altre tre cose. Quando non ci riusciamo pensiamo subito che la memoria sia peggiorata.

Eppure per ricordare qualcosa dobbiamo prima riuscire a prestarle attenzione. Se siamo stanche e poco concentrate, può diventare più difficile acquisire bene un’informazione e, di conseguenza, ricordarla successivamente. Per questo motivo sonno, memoria e concentrazione in menopausa possono essere molto più collegati di quanto immaginiamo.

Ho dedicato un articolo proprio a questo argomento: “Dormire male può influire sulla memoria?”

Quando la stanchezza diventa anche mentale

C’è poi una stanchezza diversa da quella che sentiamo nelle gambe dopo una giornata impegnativa. È quella sensazione per cui anche pensare sembra richiedere più energia. Continui a fare quello che hai sempre fatto, ma hai bisogno di maggiore concentrazione; magari nel pomeriggio senti la testa pesante, perdi facilmente il filo oppure rimandi una decisione perché in quel momento ti sembra di non avere abbastanza energie mentali.

Ne ho parlato nell’articolo “Stanchezza mentale e difficoltà di concentrazione: cosa sapere”, perché spesso tendiamo a considerare memoria, concentrazione e stanchezza come problemi separati quando, invece, possono influenzarsi reciprocamente.

Per questo, prima di cercare qualcosa da prendere, proverei a osservare quando compare la testa confusa. Succede soprattutto dopo una notte difficile? Nei periodi in cui sei particolarmente stressata? Nel pomeriggio? Quando hai saltato un pasto? Oppure quando cerchi di gestire troppe cose contemporaneamente? Sono domande semplici, tuttavia possono aiutarci a capire molto più di quanto pensiamo.

Cosa possiamo fare per ritrovare maggiore lucidità?

Io partirei proprio dalle cose più semplici, anche se sono spesso quelle che finiamo per trascurare. Guarderei innanzitutto il sonno, poi l’alimentazione, il movimento e il carico mentale delle giornate.

Inoltre proverei a ridurre il multitasking. Lo so, sembra quasi un controsenso per chi, come me, era abituata a fare tre o quattro cose contemporaneamente. Eppure rispondere a un messaggio mentre ascoltiamo qualcuno, controllare una notifica mentre stiamo lavorando e nel frattempo pensare a ciò che dobbiamo fare dopo non rende necessariamente la nostra mente più efficiente. Al contrario, può costringerla a spostare continuamente l’attenzione da una cosa all’altra.

Anche un’alimentazione varia ed equilibrata, il movimento regolare e delle vere pause durante la giornata possono diventare importanti. E quando dico pausa non intendo necessariamente cinque minuti trascorsi a scorrere il telefono: a volte abbiamo bisogno semplicemente di qualche momento nel quale la nostra testa non debba ricevere continuamente nuovi stimoli.

E gli integratori per memoria e concentrazione?

Questa è naturalmente una delle domande che arrivano più spesso: esistono integratori per memoria e concentrazione in menopausa?

Esistono nutrienti e formulazioni pensati per sostenere determinate funzioni dell’organismo, tuttavia io non sceglierei mai un prodotto soltanto perché sulla confezione troviamo scritto “memoria” o “concentrazione”. Prima cercherei di capire che cosa sta succedendo realmente.

Una donna che dorme male da mesi, una donna che attraversa un periodo di forte stanchezza mentale e una donna che presenta una carenza nutrizionale potrebbero raccontarmi esattamente la stessa cosa: “Non riesco più a concentrarmi come prima”. Tuttavia le loro esigenze potrebbero essere completamente diverse.

Per questo motivo preferisco sempre partire dalla persona e dalle sue abitudini, e soltanto dopo valutare se un supporto naturale possa avere senso all’interno di un percorso più completo. Tuttavia, posso dirti che io ho trovato molto utile Brain: integratore naturale per memoria e concentrazione e Coenzima Q10 cos’è, a cosa serve

Non attribuiamo però tutto alla menopausa

C’è un’ultima cosa che considero importante. Sapere che la testa confusa in menopausa può capitare non significa che qualsiasi cambiamento della memoria dopo i 45 o 50 anni debba essere considerato normale o attribuito automaticamente agli ormoni.

Se le difficoltà compaiono improvvisamente, peggiorano rapidamente, interferiscono in maniera significativa con la vita quotidiana oppure sono accompagnate da altri sintomi che ti preoccupano, è importante parlarne con il medico. Allo stesso modo, se senti che qualcosa è realmente diverso dal solito e la situazione continua nel tempo, vale la pena approfondire.La menopausa può essere una parte della spiegazione, ma non deve diventare la spiegazione automatica per qualsiasi cosa ci accada.

Imparare ad ascoltare anche la nostra testa

Oggi continuo a usare l’agenda e le notifiche sul telefono. All’inizio mi infastidiva, perché mi sembrava quasi di ammettere che non riuscivo più a fare quello che facevo prima. Poi ho capito che non dovevo dimostrare niente a nessuno, tantomeno a me stessa.

Ho semplicemente imparato ad organizzarmi in modo diverso.

Ed è forse questo uno degli aspetti che considero più importanti della menopausa: imparare ad ascoltare i cambiamenti senza viverli necessariamente come una perdita. Il nostro corpo cambia e, qualche volta, cambiano anche le strategie che ci aiutano ad affrontare le giornate.

Ti riconosci in quello che hai appena letto?

Se da qualche tempo senti la testa meno lucida, fai più fatica a concentrarti oppure ti sembra di dimenticare più facilmente le cose, possiamo partire proprio da quello che stai vivendo.

Durante una consulenza personalizzata possiamo osservare insieme le tue abitudini, l’alimentazione, il sonno e gli altri cambiamenti che hai notato in questo periodo. Da lì possiamo capire se è utile intervenire sulle tue abitudini, valutare un supporto naturale oppure se quello che mi racconti merita prima un approfondimento con il medico.

Contattami senza impegno: raccontami cosa è cambiato e cerchiamo insieme il percorso adatto alle tue esigenze

Le informazioni contenute in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e informativo e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico o di un professionistra sanitario

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